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Basta con i contrassegni per invalidi falsi

Un qualcosa di importante è avvenuto proprio in questi giorni a Roma. Il Campidoglio ha deciso di rimettere mano e ridisegnare tutte le aree destinate al parcheggio e alla sosta per disabili. Basta ai furbi. L’amministrazione ha deciso di fare un forte cambiamento e usare il pugno duro al fine di eliminare tutti quei furbi che continuamente usano i pass per gli invalidi quando non ne hanno diritto. Infatti sembra che partirà una vera e propria caccia da parte del Comune che ha deciso di inviare i migliori uomini della Polizia locale per scovare tutte quelle persone irregolari che vivono e sono domiciliati presso la città di Roma.

Ad oggi sono stati ritirati ben 60 contrassegni irregolari, perchè fotocopiati o addirittura falsificati a colori e plastificati (un lavoro professionale direi!), o perché scaduti perché erano stati assegnati a persone che sono decedute da tempo.

Il 2019 è stato un anno fino a questo momento al mese di settembre, in cui delle normali contravvenzioni all’incirca 8000 sono state fatte dai vigili ad automobili che erano ferme sulle strisce gialle senza possedere alcun tagliando e senza averne quindi il diritto, o ad automobili in sosta davanti ad una rampa dedicata a chi usa le carrozzine perché non può camminare o ad automobili che con il tagliando azzurro hanno occupato posti destinati a specifici e determinati mezzi (addirittura anche posti assegnati alle ambulanze, o per il primo soccorso vicino ad ospedali).

Tutto ciò è dovuto all’incuria e ad un certo menefreghismo ed egoismo delle persone che non si rendono conto che anche un minuto può essere importante per un disabile. Spesso non ci si pensa, ma questa non è e non dev’essere una giustificazione da usare, è vero anche che in certe zone, soprattutto nelle grandi città, trovare un parcheggio libero non è sempre facile e ciò crea irritazione e disagi per tutti, ma per i cittadini che non hanno problemi nel camminare dovrebbero essere più responsabili e accorti.   
In ogni caso, per evitare che questo fenomeno si propaghi in maniera ancor più estesa, il Campidoglio ha predisposto un vero e proprio piano d’azione diviso in tre fasi e suddividendo poi la città di Roma per zone di controllo con un determinato numero di uomini della Polizia chiamati a questo importante compito al fine di ripristinare la legalità ed il corretto utilizzo dei contrassegni. 

La prima fase si pone l’obbiettivo di arrivare ad una mappatura completa delle zone in cui sono state assegnati i posti auto per i disabili, prime fra tutte quelle zone in cui si trovano gli Ospedali, nonché gli uffici pubblici, mediante l’utilizzo di nuovi supporti tecnologici, come l’uso di una pistola laser che è in grado di verificare a distanza il microchip installato nel nuovo contrassegno azzurro europeo. Questa fase è importante anche per conoscere lo stato dei parcheggi utilizzati dai disabili: quali e quanti di questi dovranno essere rimossi e concessi.
Quindi si passerà alla seconda fase del piano (che sarà attuata a breve) che consisterà appunto nell’accertare il perché i municipi competenti o il dipartimento alla mobilità non siano immediatamente intervenuti nella revoca e nella sospensione dei contrassegni assegnati a persone disabili che però sono oramai decedute o perché non hanno ripristinato la segnaletica, eliminando un determinato parcheggio adibito a persone disabili. Si procederà inizialmente soprattutto con il controllare le zone del centro storico dove i parcheggi in generale sono pochi e pertanto particolarmente ambiti da chi vi lavora in quelle zone che, in mancanza di permessi, non potrebbe accedere alla Ztl.

Infine si arriverà alla terza e ultima fase in cui i singoli Municipi ed il Dipartimento competente per i contrassegni nelle aree altrimenti a pagamento dovranno ristabilire tutti i parcheggi gialli adibiti alle persone disabili sulla base delle segnalazioni e di quanto scriveranno le squadre chiamate alle due fasi precedenti. Riformulare in questo casi significherà confermare o rimuovere i contrassegni e i parcheggi.

Questo è un compito importante che dovrà essere svolto in modo integerrimo e con notevole sforzo, ma sicuramente degno di nota e da incoraggiare nella speranza che non venga abbandonato dopo qualche mese e soprattutto nella speranza che non si faccia in modo tale che ci sia disparità e disuguaglianza tra le persone, indipendentemente cioè dalla persona e dalle conoscenze.

Alessandro Cavernicoli