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Scuola e disabilità: come siamo messi? a chi rivolgersi? la legge esiste? E’ solo teoria? Segnalalo via email!

Carissimi lettori,

oggi con voi vorrei affrontare un tema caro a tutti. Ogni mattina i genitori affidano i propri figli alla scuola pensando che  essa sia un luogo dove il bambino sia tutelato, rispettato e venga educato non solo a conoscere nuove cose ma  anche eticamente e moralmente. Quindi si pensa automaticamente che un bambino che abbia qualsiasi tipo di problema venga supportato ed equiparato agli altri bambini e studenti. Ma quante volte nella nostra vita abbiamo dovuto fare i conti con maestre o insegnanti esauriti, con idee e modi di pensare assurdi e  che ragionano ancora con la logica " non possiamo dare questo supporto altrimenti lo vorrebbero anche tutti i bambini"; non capendo neanche che quel bambino ne ha bisogno per supplire alla sua disabilità ed essere messo nelle condizioni di poter avere i mezzi per poter studiare, apprendere, scrivere nel migliore dei modi per poter ottenere dei risultati che lo aiutino a stimolarlo ad aumentare la sua autostima a sentirsi uguale agli altri? Diciamocelo chiaro per quanto riguarda la disabilità a scuola siamo indietro. Ci sono bambini con malattie rare non riconosciute a cui non è riconosciuto il diritto di studiare a casa, ogni scuola decide per se autonomamente creando anche delle discriminazioni fra bambino e bambino. Troppi ancora gli insegnanti non adeguatamente formati anche sotto l' aspetto psicologico e in Italia ancora non esiste un sistema di controllo a sua volta psicologico sull'insegnante e anche sul suo modus operandi. In fondo un insegnante è una persona con il suo vissuto, le sue fragilità e spesso distorsioni, persona a cui diamo in mano i bambini che sono come una creta da splasmare e quella creta se ben splasmata potrebbe divenire un esempio futuro oppure perdersi per le vie del mondo. E' proprio cosi... il suo essere, la sua mente, il suo modo di ragionare, l' autostima, il carattere si struttura proprio dai rapporti e dalle esperienze che vive a scuola, a casa, mentre fa sport, insomma mentre sviluppa rapporti con  piccoli e adulti,i quali prende come esempio e punto di riferimento, Pensate a quanta responsabilità abbia qualsiasi persona che va in contatto quotidianamente con i bambini e i ragazzi? Sarei favorevole al obbligo delle telecamere: non ci vedo nulla di strano nel riprendere una lezione scolastica se non c'è nulla da nascondere, però questa legge ancora non è applicata e spesso il bambino che non conosce ancora la differenza fra giusto e sbagliato e fra bene e male, sopporta in silenzio non dice nulla ai genitori. Per questo motivo c è bisogno di fare di piu' concretamente e di agire segnalare comportamenti discriminatori e inadatti iniziando a parlare di piu' con i bambini e i ragazzi, soprattutto con coloro che hanno diverse forme di disabilità perchè sovente subiscono una discriminazione nella discriminazione: basta una sola parola o un gesto di un insegnante che davanti alla classe fa sentire quel bambino un peso, qualcuno che rallenta i cosiddetti tempi del programma scolastico da seguire, un diverso, che tutti i bambini  imitano l' insegnante isolando il compagno o la compagna. Cosa fare ad esempio oggi?

L’anfas chi è? è una Onlus fondata  nel 1958 grazie a  Maria Luisa Menegotto mamma di un bambino con disabilità  che insieme ad un gruppo di genitori  ha scelto di lottare contro tutti i pregiudizi verso le persone con disabilità. Ai tempi i disabili venivano visti come un qualcosa per cui vergognarsi,  erano costretti a vivere nascosti  in casa,  segregati  in case Speciali o collegi e privati di qualsiasi supporto ed opportunità per" vivere".Questa mamma coraggiosa insieme ad altri genitori stanchi di sottostare ai pregiudizi  di una società che giudicava i disabili come un castigo divino, decidono di costituire la prima associazione italiana di famiglie con persone disabili  cosi nacque Anffas . Questa Onlus , ormai conosciuta a livello nazionale, lavora per aiutare tutte queste famiglie e collabora anche con i politici per cambiare le leggi e soprattutto per far rispettare i diritti delle persone con disabilità  E' iniziato un nuovo anno scolastico da una stima gli alunni e studenti con disabilità saranno circa  245.000 e quindi sarà compito della scuola  fornire tutti  gli strumenti necessari per permettergli di seguire le lezioni, tenendo in considerazione i loro bisogni.

Il nuovo decreto. Il 12 settembre 2019 è entrato in vigore il nuovo decreto legislativo n. 96/2019 ( Modifica dell'articolo 1 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66 ) "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità"   che introduce  delle novità in questa materia. Questo decreto si basa su l' attuazione  dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità e riconoscimento delle differenti modalità di comunicazione  ecco i punti salienti: ridefinizione del ruolo del personale docente di sostegno, anche attraverso l'istituzione di appositi percorsi di formazione universitaria;  revisione dei criteri di inserimento nei ruoli per il sostegno didattico, al fine di garantire la continuità del diritto allo studio degli alunni con disabilità, in modo da rendere possibile allo studente di fruire dello stesso insegnante per l'intero percorso; individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni scolastiche, sanitarie e sociali, tenendo conto dei diversi livelli di competenza istituzionale; Inserimento  di indicatori per l'autovalutazione e la valutazione dell'inclusione scolastica; Individuazione delle abilità al fine di poterle sviluppare attraverso percorsi con specialisti di strutture pubbliche, private e convenzionate che seguono gli alunni disabili; l'obbligo di formazione per i dirigenti scolastici e per i docenti sugli aspetti pedagogico-didattici e organizzazione dell'integrazione scolastica; l'obbligo di formazione per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario sull'assistenza; la garanzia dell'istruzione domiciliare per gli alunni impossibilitati a raggiungere la scuola

Tutto questo in teoria. Perchè poi nella pratica, inizia l'anno e l' ANFFAS ci fa sapere di aver ricevuto numerose segnalazione da parte di famiglie e studenti relative ai ritardi e in alcuni casi alla totale assenza  di  tutti i servizi necessari:  difficoltà di trasporto scolastica; mancanza all’assistenza di igiene personale, rispettando il genere; difficoltà relativa alla redazione o all’aggiornamento del PEI (Piano Educativo Individualizzato); mancanza all’assistenza specialistica per l’autonomia e per la comunicazione; mancanza o ritardo nell’assegnazione dell’insegnante di sostegno;  insufficiente numero di ore di sostegno didattico rispetto al PEI;  formazione delle classi rispettando il numero consentito.

Segnalate i problemi via email. L'ANFASS, ha avviato una campagna per monitorare l'intero territorio nazionale tramite le sue sedi associative dando la possibilità di segnalare situazioni che non garantiscono i diritti e la corretta inclusione scolastica  degli alunni e studenti con disabilità nelle nostre scuole. La mail da utilizzare è [email protected]  questa iniziativa mira a segnalare ai Dirigenti scolastici tutti i disservizi che i genitori  sono costretti a far fronte quotidianamente e che spesso creano ulteriori problemi e angosce.

Tiziana Scotti

 

 " affinchè il primo giorno di scuola (sino all’ ultimo) sia tale per tutti ! "