Hai diritto all' IVA al 4%
Servizio Clienti (+39) 055.36.05.62

Mamma avvia petizione su Change.org: “No al PEI DIFFERENZIATO basato sul preconcetto”

E’ di pochi giorni fa la petizione lanciata su change.org, nota piattaforma di raccolta firme, a sostegno delle capacità di apprendimento dei bambini con disabilità intellettiva e contro il PEI (Piano Educativo Individualizzato) DIFFERENZIATO pensato per loro dal Ministero Dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Probabilmente, basterebbe che si partisse obbligatoriamente da un PEI SEMPLIFICATO e solo a fine anno la scuola valutasse, insieme ai professionisti che hanno seguito esternamente gli studenti e ai famigliari, eventuali modifiche.  Le decisioni andrebbero concordate tra famiglia, specialisti che seguono lo studente (neuropsichiatra infantile, logopedisti, psicologi ecc.), tutto il Consiglio di Classe e, dopo il primo anno di scuola, l’insegnante di sostegno del precedente anno e il coordinatore del sostegno, come portavoce del Consiglio di Classe.

In quella sede si dovrebbe provvedere anche a come strutturare il rafforzamento postscolastico, con compiti mirati e testi facilitati dagli insegnanti. Ove i genitori non fossero in grado di seguire la persona negli studi, e solo su loro richiesta, dovrebbe essere previsto un supporto esterno, senza pesare economicamente sulla famiglia. La figura del sostegno, inoltre, dovrebbe coprire tutto l’orario scolastico e supportare ogni insegnante curriculare il quale, dal canto suo, dovrebbe obbligatoriamente collaborare con il sostegno. Quest’ultimo non dovrebbe essere assegnato al ragazzo, ma ci dovrebbe essere un insegnante per ogni materia (e in quella materia specializzato) e per ogni classe per ragazzo con disabilità. Gli insegnanti di sostegno potrebbero quindi supportare più ragazzi con una cattedra normale come i colleghi corriculari, con un raddoppio costante delle presenze di insegnanti, con pari competenze specifiche sulla materia, di cui uno dedicato al sostegno.

Il PEI, come detto, dovrebbe essere, da subito e obbligatoriamente, “per obiettivi minimi”, dopodiché, in seguito al primo GLHO conoscitivo e di programma, si dovrebbe lavorare per tutto il primo quadrimestre, facendo quindi una prima valutazione sui progressi e su eventuali correttivi da apportare alla programmazione.

A fine anno, se proprio non si fosse riusciti ad ottenere l’obiettivo, si potrebbe decidere, con la famiglia: 1) di valutare il ragazzo sulla base del programma svolto, considerandolo però differenziato se ci sono troppe lacune o, in caso si ritenesse utile, di far ripetere lo studente per fargli approfondire i concetti di base; 2) di tentare il recupero dei debiti, come per tutti gli altri studenti, sempre con il supporto degli insegnanti di sostegno, che verrebbero pagati a parte qualora ci fosse necessità di un numero di ore extra. Quindi valutare dopo il recupero, consultando le famiglie, se ripetere l’anno e poi riprovare con il programma “ad obiettivi minimi” oppure se ricorrere alla necessità di passare al “differenziato”.

Se condividete l’idea coraggiosa e contro corrente di questa mamma e volete sostenerla, è possibile approfondire l’argomento e firmare la petizione al seguente link: https://www.change.org/p/ministro-dell-istruzione-no-al-pei-differenziato-basato-sul-preconcetto-si-parta-dagli-obiettivi-minimi?recruiter=47807354&recruited_by_id=5b960460-590a-0130-1967-00221968d0e0&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=petition_dashboard