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Disabili e sessualità, convegno scientifico

Il convegno vedrà la partecipazione di figure con competenze diverse in modo da affrontare l’argomento in maniera il più possibile completa: la docente universitaria Flavia Monceri, la psicoterapeuta e sessuologa Priscilla Berardi e la coordinatrice di servizi abilitativi di Fondazione Sospiro Silvia Berna daranno un taglio scientifico e medico al convegno, ma interverranno anche persone disabili venute semplicemente a raccontarsi, ovvero i rappresentanti di Gruppo Jump, un collettivo di persone disabili omosessuali del Cassero di Bologna, e Chiara Pedroni, la cremonese campionessa italiana di danza sportiva paralimpica. Chiuderà il convegno Stefano Ferrari, regista del documentario “Io, assistentesessuale” girato in Svizzera, paese in cui le persone disabili hanno diritto all’assistenza sessuale da parte di figure professionali.
 Le iscrizioni al convegno sono chiuse da alcuni giorni per il raggiungimento del limite di posti a sedere in sala. Tra gli iscritti, molte figure professionali che lavorano in ambito sanitario.
Il convegno ha ottenuto il patrocinio del Comune di Cremona, di RAC Rete Antidiscriminazioni Cremona, degli Ordini TSRM PST RP e di ASST Cremona.

“Pubblicità, riviste e programmi televisivi – spiegano gli organizzatori –  sono pieni di allusioni al sesso, ma educare alla sessualità, ovvero affrontare questo tema seriamente e consapevolmente, nel nostro paese, è ancora un grande tabù. Sembra un paradosso, ma parlare di sesso come bisogno o naturale conseguenza della vita affettiva di una persona scatena il pudore più di mille immagini ammiccanti e spesso volgari che ci bombardano ogni giorno.
La pruderie intorno alla sessualità si fa ancora più acuta quando coinvolge le cosiddette minoranze, come persone omosessuali, disabili o disabili omosessuali.
 Nell’immaginario collettivo le persone disabili non hanno una vita sessuale, è scontato che non possano o addirittura che non siano interessate ad averla. Siamo vittime del pregiudizio che vuole che il sesso sia una prerogativa di chi è sano o che non ci si possa innamorare di una persona disabile. Ci è comodo pensare così, probabilmente perché l’argomento ci imbarazza o non sappiamo come affrontarlo.
 Da queste riflessioni è nata l’esigenza di rompere il silenzio intorno a questi temi e organizzare un momento di formazione libero dai pregiudizi”.

SONIA

FONTE: https://www.cremonaoggi.it/2019/06/17/disabili-sessualita-convegno-scientifico-sabato-22-giugno/?sfns=mo