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Attingere da fondi privati per creare una società più inclusiva: è possibile?

26/11/2018 - AUTORE: Andrea De Chiara

I componenti di “Tiki taka – equiliberi” chiedendo il supporto di fondi esclusivamente stanno divulgando il concetto dell’inclusione su tutti i fronti. Ma in cosa consiste? Chi sono gli attori di questo scenario? Tiki taka – equiliberi di essere è un progetto innovativo rivolto ai giovani con disabilità e non, il cui scopo è quello di costruire percorsi ed opportunità di inclusione all’interno di alcune comunità situate nel distretto Comunale tra Monza e Desio (Mi). L'intento è quello di dimostrare che coloro che hanno delle difficolta psicofisiche non debbono essere considerati come un fardello da accudire ma, piuttosto, come risorse da impiegare attivamente nella nostra società. Questo progetto, nato ed avviato 3 anni fa, offre principalmente la possibilità di svolgere una serie di attività tra cui l’inclusione lavorativa, sportiva e artistica. Ma In cosa “Tiki taka – equiliberi di essere” si differenzia rispetto ai servizi che altre Onlus sarebbero in grado di proporre? Il punto nevralgico è proprio questo: tali iniziative vengono coordinate direttamente da entrambi i distretti comunali senza l’intermediazione di nessuna Associazione o derivati simili. È sorprendente pensare che oltre a tutto ciò, diverse volte durante l'anno vengono organizzati anche degli eventi aperti al pubblico i quali, pur non articolandosi in una vera e propria struttura, riescono ad ottenere una partecipazione attiva da parte dei cittadini disabili e non.

Se “Tiki taka – equiliberi di essere” riesce a fare tutto quello che fa, è perché riceve dei contributi economici da parte di alcune aziende o enti privati. Una buona parte di queste grandi imprese, oltre a fornire un sostegno di questo tipo, mette a disposizione la propria struttura per permettere lo svolgimento di alcune iniziative promosse dagli ideatori del progetto: Ristopiù Lombardia S.p.A. (azienda specializzata nella commercializzazione e distribuzione di prodotti alimentari) è una di queste. A tal proposito, il 21 novembre scorso, la suddetta azienda si è resa disponibile ad avviare un percorso di formazione legate al mondo dell’hospitality a favore di un gruppo di giovani con disabilità. In quell’occasione questi ultimi hanno potuto acquisire delle nozioni tecniche del mestiere: dal Management all’Amministrazione alberghiera. Come si evince dalle dichiarazioni di Giuseppe Arditi, Presidente di Ristopiù Lombardia S.p.A., non è la prima volta che questa impresa permette di realizzare attivamente le idee propositive di “Tiki taka – equiliberi di essere”: ”Sono lieto di aver aperto ancora una volta le porte della mia azienda ai ragazzi. Il nostro obiettivo è quello di favorire l’inserimento lavorativo di questi giovani in futuro. L'esperienza ultratrentennale del nostro Chef Ruggero De Lazzari che, per i tre incontri di formazione che si sono susseguiti, ha fatto sicuramente la differenza”.

È evidente che Ristopiù Lombardia S.p.A. e TikiTaka - equiliberi di essere, lavorando in simbiosi per portare a termine iniziative di carattere sociale, hanno dimostrato che è possibile unire due realtà a se stanti per dar vita a un’idea a scopo non di lucro ma con delle dietrologie di marketing ben strutturate. Bisogna sottolineare che senza l'intervento di questi enti e/o imprese, molto probabilmente i componenti di “Tiki taka – equiliberi di essere” non sarebbero stati eletti vincitori della 3° edizione del bando “Welfare in Azione”. In questo contesto, soprattutto La Fondazione Cariplo ha favorito il raggiungimento di tale ambizioso riconoscimento. Secondo quanto si legge dal portale “ilcittadinomb.it”, verso i primi di gennaio 2018 nelle diverse piazze tra Monza e Desio, 186 persone con disabilità e 40 soggetti della comunità (parrocchie, scuole, esercizi commerciali e associazioni sportive) sono stati coinvolti in 24 laboratori di attività eterogenee rivolte a tutti. Naturalmente senza l’aiuto degli opportuni sponsor nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Durante questa manifestazione, inoltre, è stata soprattutto apprezzata dal pubblico la dimostrazione del calcio integrato dove, attraverso lo svolgersi di una partita amichevole, diversi campioni (normodotati e disabili) del Comitato Sportivo Italiano hanno valorizzato il concetto di inclusione nello sport a 360°.

Appare chiaro che “Tiki taka – equiliberi di essere” chiamando in causa le persone giuste (o meglio l’ente o azienda che rappresentano) la tematica della disabilità ne trae giovamento a livello socio-economico. Inoltre chi muove le fila di tutto ha la sensibilità e le conoscenze adatte per muoversi in questo scenario raggiungendo degli obiettivi concreti. Infine i proventi a sostegno di tali iniziative, non provenendo dalle casse dello Stato, hanno dato un valore aggiunto (se non determinante) all’operato di “Tiki Taka - equiliberi di essere”.

Andrea De Chiara