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OMERO TRA MITO E LEGGENDA

  Se c’è un nome da cui iniziare la nostra rubrica mensile “I disabili nella storia” non può che essere il suo.
OMERO dal greco dὁ μὴ ὁρῶν (ho mè horon ) "colui che non vede" (si dice che fosse cieco) ma la cecità non gli ha impedito di essere un grande scrittore, attore, poeta.
Si racconta sapesse recitare a memoria la bellezza di 48 libri.
Un altro probabile significato etimologico di questo nome e` alzare lo sguardo verso il sole! Ed è proprio alzando metaforicamente quello sguardo che è riuscito a guardare oltre ciò che la vista letterale riesce a vedere, difatti attraverso la sua fantasia è riuscito a imprimere in noi epiche avventure come l'ILIADE o l'ODISSEA poemi immaginari di eroi coraggiosi come l'innamorato Paride e il coraggioso Ettore o la bella Elena la cui grande bellezza fece infuriare gli dei. Impossibile riassumere i tanti spunti sparsi nella nostra memoria dei vari modi di dire che le sue pagine hanno inciso in noi (tela di penelope per indicare una eccessiva pazienza, tallone d'Achille per indicare il nostro punto debole, o cavallo di Troia per indicare un piano astuto ingegnoso).
Inoltre dovete sapere che, grazie ai suoi scritti e alle sue opere dettagliate Heinrich Schliemann, un archeologo dilettante è riuscito a ritrovare i resti di Troia e delle sue mura ancora annerite dal fuoco.
Il personaggio di Omero è stato messo in discussione dal filosofo Gianbattista Vico e con lui tutte le sue opere, con il risultato che ora sembra ne sappiamo meno di prima, suscitando in noi domande come:
Omero è realmente esistito?
Se cosi non fosse chi ha scritto i due poemi Omerici?
Da dove provengono i contenuti storici e morali così straordinariamente dettagliati ?.
Le risposte a queste domande sono molteplici e non basterebbero tutte le bibliografie possibili. 
Ma ciò che Omero e le sue opere insegnano tra mito e leggenda, è che la vera cecità è nei nostri occhi che ci arroghiamo il diritto di cristallizzare e inscatolare in umane categorie “la materia con cui in realtà sono fatti i sogni “.

Perché la forza di volontà va oltre qualsiasi orizzonte si possa vedere con occhio fisico.


Tarantino Antonella