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Morte in piscina

Davide Duma non ce l’ha fatta. Il giovane disabile di 32 anni affetto dalla rara sindrome di Cornelia da Lange, è spirato durante il tragitto fra la piscina di Quarto Cagnino in via Lamennais a Milano ed il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo. Il giovane disabile affetto da disabilità sia motoria che mentale è affogato durante un corso collettivo di nuoto, malgrado i paramedici siano riusciti a rianimarlo sul posto anche col defibrillatore, ma al suo arrivo all’ospedale San Carlo le condizioni erano disperate. Attorno alle 17.30 di ieri è stato dichiarato il decesso. Era in carico presso la Comunità "Le Chiavi di Casa". Premetto che sembra che sia stato assistito immediatamente dal bagnino di turno, personale qualificato e certificato dalla Federazione italiana nuoto. Un dipendente della stessa comunità di Muggiano, una onlus che dal 2005 si occupa di persone con disabilità di vario tipo. Nessuna negligenza, sembra. Possiamo solo eccepire la domanda che spesso ci facciamo: durante le lezioni in acqua con disabili gravi quale deve essere la proporzione fra gli istruttori ed i disabili? Non chiedo optimum, cioè, l’assistenza uno ad uno, questo sarebbe il massimo ma, capisco che per la piscina sarebbe economicamente svantaggiata se non venissero alzati i costi dell’intervento che, immagino, la Comunità non potrebbe sostenere. Però non è troppo l’impegno che si chiede all’operatore della piscina di controllare 10 bagnanti disabili da solo? Non voglio colpevolizzare nessuno e nemmeno lanciare accuse ma, forse far riflettere chi mi legge. Quanto vale la vita di un ragazzo disabile? Qui ci troviamo di fronte alla situazione più corretta per dimostrare che bisognerebbe integrare le sovvenzioni per le Comunità, le Case Famiglia, che fanno svolgere ai loro ragazzi attività sportiva senza gravare sulla gestione della piscina che li accoglie a costi esigui e questo non è un errore? Bene, nessun ritardo nei soccorsi solo una triste coincidenza ma a voi basta? Davide è morto e questo mi fa male. Il bagnino vivrà per sempre le lezioni con i disabili come una costante sofferenza e vi dirò di più, magari chi gestisce la piscina revocherà l’accordo sancito con la Comunità e chi pensate che ne pagherà ancora le conseguenze? I disabili che non faranno più nuoto. La Procura ha avviato le indagini per omicidio colposo contro ignoti, io mi rivolgerei invece nominativamente a chi eroga i finanziamenti alle Comunità tagliando ogni anno i contributi. Siete voi i veri colpevoli della morte di tanti Davide, ragazzi disabili, che invece che trovare momenti di svago, hanno trovato la morte.