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Metro a Milano ancora inaccessibile. Petizione per ascensori e montascale

Siamo arrivati a 1200 firme ed è soltanto l’inizio. L’appello per la tratta metropolitana 1 di Milano in cui ben 3 fermate consecutive si ritrovano del tutto impraticabili per chi come me ha bisogno di aiuto per poter fare delle scale. Eppure, parliamo di Milano, la rinomata città Stato, ma la civiltà dove sta?

L’associazione Milano Positiva sta promuovendo una importante petizione online, che potete trovare in questo link http://chng.it/B9R6vTyw , per chiedere un metrò accessibile a tutti, anche ai disabili. E ha già raccolto 1.200 firme.

L’appello al Comune e ad Atm è di cominciare dalla stazione della linea rossa di Rovereto, attrezzandola con un ascensore. Giovanni Zais, presidente dell’associazione di promozione sociale Milano Positiva, spiega: “La città in questi anni ha fatto passi avanti da gigante ma va fatto di più. In tre fermate consecutive della linea M1, Pasteur, Rovereto e Turro, non esiste nessuna entrata/uscita adibita alle persone con disabilità. Questa è una vera e propria emergenza: vuol dire che tutti i passeggeri con disabilità che vivono o si muovono tra Pasteur e Gorla (la prima metro disponibile) di fatto non sono autonomi negli spostamenti, ma devono addirittura percorrere – con tutte le difficoltà del caso due chilometri e mezzo”.

Giovedì 17, i promotori della petizione incontreranno l’assessore alla Mobilità Marco Granelli in Comune. “Chiediamo un impegno per adeguare le tre fermate, porteremo l’esperienza di alcuni disabili che lì vivono. Questo è un atto di civiltà”.

“Ci rendiamo conto”, scrivono ancora nella petizione, “che sistemare in tempi brevi la situazione in tutte e tre le fermate della metro è complesso. La proposta per rispondere immediatamente a questo bisogno è rendere subito accessibile almeno la stazione di Rovereto, posta in mezzo rispetto le altre due fermate”. Che è poi la stazione che porta dritto al parco Trotter dove il Comune “sta investendo molto per la riqualificazione e che per questo – conclude Zais – deve essere usufruibile da tutti. Milano è una città Stato, che in quanto tale necessita di continua “manutenzione” e attenzione. Milano Positiva, Ledha Milano e il Terzo Settore possono essere d’aiuto, creando un rapporto sinergico con il Comune e con i Municipi. Un ponte in grado di permettere a tutti di vivere la propria città al 100%”. Qualche stazione della metropolitana ha un montascale ma per utilizzarlo il disabile deve prenotarsi 48 ore prima, perché solo il personale Atm lo può azionare e va programmato.

Purtroppo, ci sono ancora molti muri da abbattere per riuscire vivere in un mondo più civile dove la tutela dei diritti dei cittadini, di tutti i cittadini, sia sempre tenuta in considerazione per ciascuna opera pubblica. Vedremo un po’ cosa accadrà a Milano nel mentre, ricordiamo che imparare a metterci nei panni degli altri, serve a noi stessi, perché alla fine percorriamo tutti le stesse strade in questa vita.


Margherita Rastiello