Hai diritto all' IVA al 4%
Servizio Clienti (+39) 055.36.05.62

La morte di Willy

In questi giorni ci siamo giustamente indignati per la barbara uccisione del povero Willy.

E' inammissibile che nel 2020 accadano ancora queste atrocità. Ciò ci fa comprendere che questi bastardi assassini nella loro vita non hanno provato cosa significa la sofferenza, poiché evidentemente dalla loro vita hanno avuto tutto e anche fin troppo.

Se uno di questi "animali" avesse vissuto almeno una volta nella propria vita tutte le restrizioni e sofferenze che vivono le persone con disabilità, difficilmente sarebbero riusciti a compiere questo atroce gesto.

Purtroppo ci troviamo in una società ove abbiamo tutto, e non si hanno più stimoli pertanto per provare un po' di adrenalina si commette anche l'azione più improbabile e assurda.

E' colpa anche in un certo senso della globlalizzazione poiché riusciamo ad essere in contatto in un attimo con persone mai viste prima, grazie ai social network. Ci facciamo trascinare nella qualunque cosa senza un minimo di riflessione su quello che si sta per commettere. Non importa se quello che ci inculca l'azione non l'abbiamo mai visto, l'importante che si segue l'altro.

Un altro fattore che incita e istiga a tutto ciò, sono i videotutorial su youtube sui videogiochi di violenza.

Gli adolescenti attuali sono bombardati in rete da violenza, anche se tramite i videogiochi, che poi pretendono di provare nella realtà, e purtroppo ne vediamo le conseguenze.

Con questo mio scritto non intendo giustificare le atrocità che sono state commesse, ma voglio riflettere sulle concause che portano gli adolescenti di codesta società a pensare e commettere queste abominevoli azioni.

Auspico che prima o poi gli adulti riusciamo a frenare queste atrocità.

Nele Vernuccio