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Kevin, tutti abbiamo bisogno di aiutarci

In questi mesi siamo ancora più coscienti dell’importanza di avere un servizio sanitario. Tutto il nostro sistema assistenziale, per quanto non sia sempre al massimo, cerca comunque di fronteggiare tutte le emergenze sanitarie. Il diritto alla salute è vitale, o forse “dovrebbe” esserlo, perché è triste ammetterlo, ma non è così in molte parti del mondo. Le disabilità, le malattie, ognuna di essa, sono realtà davvero difficili, però avere vicino la propria famiglia e delle persone care è un qualcosa che non solo ti alleggerisce ma ti dà anche la forza per lottare ed andare avanti. Questa è la determinazione di una donna messicana che non si dà per vinta: Ana Isabel Lizarraga, la madre di Kevin Arturo.

Questa è la storia di Kevin, un ragazzino di ormai 14 anni, originario di Culiacán, una città del Messico nordoccidentale, la più grande città nello Stato di Sinaloa. In una intervista rilasciata nel sito Sopitas.com la donna racconta di come un anno fa, precisamente nel maggio 2019, suo figlio cominciò ad accusare degli strani dolori alla schiena che nel giro di pochissimo tempo sono peggiorati, portandolo alla perdita totale dell’uso delle gambe nel mese di settembre. Venne scoperto successivamente di un tumore al midollo, così la famiglia fu costretta a recarsi immediatamente a Guadalajara, quasi 700 km più a sud, per cercare di rimuoverlo chirurgicamente il prima possibile. L’intervento fortunatamente riuscì nell’intento, ma purtroppo al piccolo furono rimosse anche due vertebre riducendo drasticamente la sua funzione motoria. Pian piano però qualcosa peggiorò e giunsero altre complicazioni, questa volta di tipo gastrointestinale e le spese triplicarono. Era tempo di cercare un modo per poter pagare ciò che sarebbe servito al piccolo Kevin dal quel momento in poi. Ana decise quindi di dedicarsi alla produzione di bracciali e Kevin vedendo la madre, giorno dopo giorno, sentì il desiderio di fare la sua parte. Fu lui infatti a chiedere alla donna di insegnargli a fabbricare bracciali e da quel momento, non ha mai smesso, nonostante i dolori che non gli permettono di muoversi dal suo letto. Kevin sa che il suo lavoro porterà alla famiglia soltanto qualche soldino in più, ma sa anche che è un aiuto, un piccolo peso che toglierà dalle spalle della famiglia e questo dà forza non soltanto a lui per aiutare a pagarsi le cure, ma anche alla famiglia che vede nel piccolo Kevin un vero guerriero con un cuore grande e tanto coraggio. La madre esprime la sua fede in Dio e la sua speranza in poche righe pubblicate su un post di Facebook. Racconta anche di questi piccoli bracciali e del fatto che chiunque volesse aiutarli con soli 40 pesos messicani (equivalenti a 1,54 euro) potrebbero dare a Kevin un grande aiuto per la riabilitazione e acquistare panni, salviette umidificate e tutto il materiale che serve per le sue cure.

Spesso, ci focalizziamo sui mali e su tutto ciò che non va. La storia di Kevin ha un grande insegnamento per tutti noi, non tanto per ricordarci di essere fortunati, quanto per il fatto che dobbiamo trovare dentro noi la voglia di aiutarci a vicenda. Tutti abbiamo bisogno d’aiuto. E ognuno di noi può fare la sua parte nella storia che viviamo. Tutti possiamo migliorare la nostra condizione e quella di chi ci sta vicino, anche solo con un piccolo gesto, con un piccolo sforzo, si può fare tanto. Grazie Kevin.

Margherita Rastiello