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Fiumi di fango sul Varese: i giovani salvano i libri e la memoria dell’intera comunità  

Ci troviamo a Lavena Ponte Tresa, un paese di circa 6 mila abitanti al confine fra la provincia di Varese e la Svizzera.

Due domenica fa si è scatenato un nubifragio che ha messo in ginocchio tutta la comunità: è piovuto, infatti, il tanto d'acqua che normalmente cade in un mese. E tutt’oggi il bilancio dei danni è un qualcosa di veramente amaro da accettare.

Quando si abbattono queste calamità, la priorità è senza dubbio assicurarsi che nessuno sia ferito o in pericolo, successivamente si passa al controllo delle abitazioni. Così è avvenuto e così ci racconta il sindaco Massimo Mastromarino. La situazione si è mostrata subito talmente grave che sono dovuti intervenire non soltanto gli operatori comunali, ma anche quaranta membri della Colonna mobile della Protezione Civile di Regione Lombardia a cui si sono aggiunti gruppi di volontari intervenuti spontaneamente per supporto di vario genere.

Strade impraticabili, fino a 50 cm di terra dappertutto, macchine fuori uso, e quella che doveva essere la conclusione del progetto di ammodernamento della biblioteca di via Meneganti, si è trasformata in una rovina senza precedenti. La pavimentazione in sala civica, la messa in sicurezza di tutti gli spazi e l’allestimento di una nuova aula studio erano solo in attesa di collaudo. L'inaugurazione era prevista per il mese di settembre.

Quella terribile mattina la situazione sembrava irreparabile. L’idea di prendere il telefono e mandare messaggi a ogni contatto è stata dell’assessore alla Cultura Valentina Boniotto, mentre fissava quasi con le lacrime agli occhi la condizione descrivibile della biblioteca “Lidia Macchi”. Erano passate le 12 quando le notifiche fecero squillare i vari telefonini, e ancor prima delle 15 una trentina di volontari si era già recata sul posto.

Ciò che più ha colpito l’attenzione di tanti è stata la preoccupazione dei ragazzi del paese, che pochi giorni prima erano stati rimproverati per assembramenti dovuti ai festeggiamenti di fine anno scolastico. Un anno particolare, di quarantena e di videolezioni in casa a causa del Covid-19. “E pensare che solo poche settimane prima alcuni nostri concittadini li sgridavano per qualche assembramento di troppo. Ora questi giovanissimi delle medie e dei primi anni delle superiori hanno dimostrato maturità e attaccamento per la comunità in cui vivono” afferma il sindaco emozionato. Quell’incoscienza che a molti ha fatto inquietare non poco, e forse anche giustamente, oggi ha stupito in maniera positiva. I giovani si sono armati di pale, ramazze e soprattutto mascherine, e si sono diretti tutti verso la loro biblioteca. Sono stati loro a salvare la loro storia, a custodire la loro identità, dimostrando di sapere ciò che conta davvero e che non bisogna lasciarsi andare, ma lottare e proteggersi per il bene di tutti. Alcuni volumi sono stati congelati per fermare il processo di macerazione altri purtroppo sono andati distrutti. La biblioteca aveva al suo interno 20 mila volumi e purtroppo oggi si contano circa 6 mila perdite.

Anche una storia come questa insegna tanto. Dobbiamo avere speranza, soprattutto quanto tutto sembra crollarci addosso. Dobbiamo aiutarci gli uni gli altri e avere fiducia. Il sindaco ringrazia di cuore per il piccolo miracolo compiuto dall’unione di tutti, in particolare dei giovani che forse sono considerati sempre troppo "piccoli", eppure oggi sono stati loro i più coraggiosi. E paragonandoli agli “Angeli del fango” del 1966 che a Firenze salvarono libri e manoscritti della Biblioteca Nazionale, dichiara fiducioso che questo gesto resterà nella memoria di molti ma soprattutto unirà ancor di più questi ragazzi, che anche da adulti potranno sentirsi fieri di aver protetto e salvaguardato tutti insieme la loro memoria.


Margherita Rastiello