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Trenta giorni fa tu volavi in cielo

SONIA cara,:  ….tu sei oggi lontana, ma io ti sento qui vicina, vorrei dipingerti con linee di colori come la mamma all’urlo della notte, farti realtà….La tua immensa volontà è qui, la sento,..vorrei che tu tornassi con il vento. Perché tornerà quel silenzio, che fa male, e tra la notte, avrà un nuovo giorno, che si perderà, quella domanda nell’aria e quando muoia la serata tornerà.

Cesar

 

Amica mia, sono trascorse già due settimane da quando te ne sei andata, e ancora non mi sembra vero. In questi giorni tristi si fanno strada in me i ricordi dei bei momenti passati insieme, e mi viene in mente l'ultima serata in tua compagnia, quando la tristezza che provo adesso non avrebbe potuto che far parte di un brutto sogno... 
Mi ero sposata da poco, ma già da un anno ero andata ad abitare lontano da casa, e quella sera tu eri venuta a incontrarmi dopo che ti avevo comunicato che avrei trascorso qualche giorno nel paese che era stato teatro dei nostri anni di amicizia. Mi avevi portato una pianta per regalo, che io ho poi conservato a lungo, finché la spietatezza del tempo non ha avuto la meglio anche su di lei... Ricordo come eravamo contente di rivederci dopo tanto tempo, e pensavo alla gioia con cui dovevi aver accolto la notizia del mio matrimonio, dopo gli anni di sofferenza passati. Come dimenticare le tue risate che si sentivano già in fondo alla strada, e tutto il tempo da te impiegato per starmi vicina come poche altre persone pur non potendo parlare, cercando di lenire i duri colpi che negli ultimi anni la vita mi aveva sferrato quasi senza tregua. 
E un pensiero divertito va a una sera al cinema, quando tu, in attesa di entrare per il film volesti prendere un Martini (non ho mai trovato le parole per dirti quanto mi dispiacesse essere l'unica della nostra compagnia di amici a non poter aiutarti nelle cose come bere e mangiare, essendo anche io a mia volta affetta da disabilità) e prima che uno dei nostri amici si apprestasse a venirti in aiuto ti chiesi di farmene bere un sorso, finendo per scolare inavvertitamente quasi tutto il bicchiere e suscitando in te una crisi d'ilarità irrefrenabile, mentre usando il computer che era la tua voce mi scrivevi: "Ti è piaciuto, eh?" e intanto declinavi la mia offerta di prendertene un altro, perché tu eri così, generosa senza troppi fronzoli. 
Quanta forza, avevi. Eri riuscita nell'ardua impresa di vivere una vita quasi normale, mettendovi però un entusiasmo che molte vite normali non conoscono, e a me piace pensare che questa tua peculiarità abbia reso il tuo viaggi su questa terra straordinario, seppur troppo breve. Eri determinata al punto da essere testarda, quando volevi qualcosa cercavi di ottenerla a ogni costo, e come ti arrabbiavi per le tante piccole grandi ingiustizie che costellavano la tua quotidianità, senza però per questo abbatterti mai, anzi sembrava quasi che la rabbia ti ricaricasse, servendoti da incentivo a riprovarci sempre. Avevi imparato a vivere nel mondo facendo sí che il mondo si adattasse a te, una cosa che poche ho visto fare con la stessa sicurezza alle persone con problemi simili ai nostri. Perché eri libera dentro, e questo ti permetteva di vedere pochi ostacoli su un percorso che per altri sarebbe stato impossibile anche solo da immaginare. E alla fine, solo la malattia ti ha fermato, questo brutto mostro contro il quale nè la tua forza, nè l'affetto delle tante persone che come me ti hanno voluto bene hanno potuto nulla. E anche se insieme al  dolore di averti perso resta il rimpianto di aver saputo troppo tardi e di non aver quindi avuto il tempo di salutarti oggi so di essere infinitamente più ricca di come sarei stata se non ti avessi mai conosciuta, e di questo ti sarò per sempre grata. 
Non ti dimenticherò mai, Sonia cara. Manchi tanto, troppo, ma mi consolo immaginando che là dove sei andata tu possa finalmente provare la gioia di correre su prati in cui i fiori non appassiscano mai, sotto infiniti cieli azzurri, è così che immagino il paradiso. 
Per sempre tua amica.

Milena.

 

…30 giorni fa tu sei volata in quei pascoli celesti senza barriere e soprusi ma con tanto amore, tu nei hai fatte di battaglie per questi ideali, in un mondo fatto di tante disuguaglianze. Nei tuoi articoli trovavi sempre lo spunto per cogliere l’occasione di divulgare e rilevare le battaglie di noi disabili. Io ho afforzato da te ancora di più, cosa vuol dire vivere la vita.

Abbiamo lottato insieme per più di sei mesi per riuscire a scrivere personalmente i tuoi articoli, ci siamo riusciti! Per me è stata la più bella vittoria raggiunta nel mio ruolo.

Grazie, per avermi fatto rimarcare il valore della vita indipendente. Questa è emancipazione!

Su alcune delle tue magliette preferite, della DisabiliAbili, riportava scritto: GUARDA ME non la mia disabilità, era l’emblema del tuo carattere.  Hai amato girare per il mondo e gustare le varie alimentazioni aiutato dal tuo carissimo Cesar. Un abbraccio forte alla tua grande mamma. Questa è SONIA la prima capostipite degli Authors, che non dimenticherò mai. R.I.P.

Renato

 

 

Cara Sonia anche se non siamo riuscite mai a conoscerci fisicamente per i vari problemi di salute...la tua anima il tuo pensiero e il tuo amore  per il prossimo saranno impressi per sempre nelle parole degli articoli del sito creato da questa grande famiglia di disabiliabili che nel momento del bisogno c’’è sempre, nel momento di essere consolati c’è sempre, nel momento di essere incoraggiati c’ è sempre...ora ci sarai anche tu sempre da lassù a sostenerci...e un giorno potremmo conoscerci nella gioia. Con affetto.

Tiziana


Scrivere qualcosa su Sonia non è semplice. Ci siamo conosciute in un incontro tra author organizzato da Disabiliabili a Calenzano. La prima parola che ho pensato per descriverla quando l’ho conosciuta è “coraggiosa”. Sonia si muoveva su una sedia molto tecnologica senza la quale non avrebbe avuto quella autonomia. Comunicava con un computer e la sua evidente disabilità la condizionava non poco.
Ma lei comunicava gioia di vivere, e questo era il tratto che la contraddistingueva. Gioia di vivere e voglia di cavarsela da sola.
Si faceva capire in ogni modo e tutti la amavano. Nessuno di noi pensavamo se ne sarebbe andata via così presto.
Ci mancherà nel blog ma mancherà a tutti coloro che erano in relazioni strette perché il suo passaggio segnava il cuore.
La penso finalmente libera dal suo handicap ...
Finalmente felice ...
Voglio crederlo fermamente.
Un abbraccio alla famiglia, che Dio vi consoli.

Martina