I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Informazioni
Hai diritto all' IVA al 4%
Servizio Clienti (+39) 055.36.05.62

Non elemosina ma semplicemente civiltà

L'emergenza CASA nel nostro paese sta diventando una richiesta sempre più forte. Una battaglia ,un sogno, un esigenza, un diritto… Tutto questo è racchiuso in 4 mura. Ci troviamo provincia di Rovigo e sto per raccontarvi la storia di una coppia, entrambi disabili... Lui epilettico, ha iniziato a lavorare da poco part time a Badia, grazie alle leggi riguardanti l’impiego per le persone disabili. Lei ha una disabilita più grave che le porta un’infermità dell’80%. Le patologie che la coinvolgono sono varie ora cercherò di elencarle: •insufficienza renale, ha avuto in passato anche •un'embolia polmonare bilaterale, •un’aneurisma. Come se tutto ciò non bastasse alla fine di questo mese dovrà sottoporsi ad un delicato intervento al midollo spinale a Faenza. Invece di trascorrere questo periodo di attesa in un modo sereno, il più possibile...ed ogni disabile sa quanto è stressante il periodo in cui si aspetta un intervento. C'è un altro problema che occupa i loro pensieri, devono lasciare la casa dove vivono...Non sanno dove andare, i soldi che hanno gli usano per i medicinali. Lo stipendio di lui non può ancora riscosso, visto che ha iniziato da poco il part time. Questa coppia di 46enni è davvero in una situazione critica, ora stanno cercando un dormitorio, non possono andare in un bed and breakfast. Ma il problema è che lei con la sua patologia, non può vivere in una situazione così precaria è pericolosa. L’ intervento si avvicina è non avere un luogo sicuro dove stare è un motivo di disperazione. Quest’articolo si trasforma in un megafono che lancia un grido forte per questa coppia, perché possa tornare a vivere decorosamente e il più serenamente possibile. La vita gli ha già messi a dura prova, ed ora sta alle istruzioni, ed anche a noi esseri umani dimostrare che non abbiamo perso il cuore. Non chiedono carità ma dignità...Noi ci facciamo portatori di questo appello veramente urgente. Capisco benissimo cosa sta provando questa coppia in quanto, in questo periodo anch’io in prima persona sono alla ricerca di una nuova abitazione che sia più consona alle mie esigenze. Ci sono varie difficoltà se uno dei due vive una disabilità, è inutile nascondercelo, figuriamoci quando entrambi vivono nelle stesse condizioni, come nel caso che stiamo seguendo...Io mi sono trovata ad affrontare vari ostacoli, come ad esempio: •le case con l’ascensore che parte dal suolo hanno un costo troppo elevato, sia nel caso di affitto che ancor di più nell' acquisto. •Se anche la casa si trova in un piano rialzato, in questo caso ci possono essere degli inconvenienti legati magari al condominio che si rifiuta di collaborare per l’installazione di una rampa oppure un montascale, perché è una spesa che va divisa fra tutti i condomini e non deve gravare soltanto sul disabile come si crede e come spesso succede. • Ancora peggio, quando ci troviamo di fronte ad un “palazzo antico” che proprio per rispettare la sua antichità non può adottare attrezzature che servono ad un disabile per abitarci. • Oppure nel caso cercassimo un piano terra come abitazione, per evitare tutti questi contrattempi chiamiamoli così, la musica non cambia… O c’è tanto da ristrutturare e quindi non si rientra nel il proprio budget, o nel caso peggiore l’abitazione è troppo piccola, visto che nella maggior parte dei casi la costruzione risale agli anni 50-60, anche questo può comportare un disagio importante per la persona con disabilità, compromettendo la sua vita quotidiana, sia per i movimenti che negli spostamenti. Sono a conoscenza anche di casi assurdi a mio parere, dove le agenzie fissavano un appuntamento per vedere una casa al marito normodotato, ma quando puoi scoprivano che la moglie è disabile in carrozzina, la casa non risulta più disponibile, quindi l’appuntamento vene automaticamente annullato. Questo perché molti padroni di casa, hanno paura di non essere in regola su vari fronti e perciò non vogliono grattacapi. L’unica cosa che mi auguro chiudendo questo articolo, è che ci sia un proseguo positivo per questa coppia e che non sia più un miraggio andare alla ricerca di una casa. Se ci saranno nuovi sviluppi su questa vicenda sarò la prima a tenervi informati. Spunti da:

http://www.polesine24.it/24/2019/05/03/news/coppia-di-disabili-resta-senza-casa-40026/

 Floriana Salvagione