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L' uomo che cerca la verità armato di un'agenda rossa

05/03/2019 - AUTORE: Tiziana Scotti

Salvatore Borsellino non si arrende. Vuole la verità. Per suo fratello Paolo ma soprattutto per quei cinque ragazzi tra cui una giovane donna poco piu' che bambina, l'unica donna della scorta : Emanuela Loi.
Morti il 19 luglio 1992 nella Strage di Via d Amelio a Palermo alle 16 e 58 circa con 100 kg di tritolo esploso in un a FIAT 126 color amaranto parcheggiata davanti alla casa della madre di Paolo Borsellino.
Di quei ragazzi e del giudice Borsellino sono rimasti solo resti umani: gambe, braccia, capelli.
Eppure quei ragazzi un nome lo avevano :Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina,Vincenzo "Fabio" Li Muli,Claudio Traina,e lei,Emanuela Loi.
Sopravvisse un solo Agente di Scorta:Antonio Vullo, colui che guidava.
Di questo ma anche di argomenti in parentesi si è parlato martedi' 5 marzo 2019 al teatro Carlo Felice di Genova nel convegno dell Associazione Genovese
"Movimento delle Agende Rosse G.Falcone P.Borsellino".
A intervenire sono stati il Fratello del giudice Borsellino, Salvatore,il Presidente delle agende rosse Genovesi,Pino Carbone e Illustri ospiti tra Avvocati e Magistrati.
Il convegno e' stato accompagnato dall'esecuzione del brano "Per la Bandiera" degli stadio e dalla interpretazione di una famosa attrice dedicata agli agenti della scorta che perirono insieme a Borsellino. "L attrice ha dedicato il suo monologo anche agli agenti periti per difendere il giudice Falcone Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro morti assieme a Falcone e sua moglie nella strage di Capaci il 23 maggio 1992". Ci sono stati dei momenti in cui la platea si è commossa ascoltando il racconto incrinato dall'emozione e dal dolore di Salvatore Borsellino che piu' volte sente il bisogno di fermarsi e riprendere fiato.
Sono state ore indimenticabili dove finalmente si è potuto respirare il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo morale del compromesso, come diceva sempre il giudice Paolo Borsellino.

Articolo  scritto da Giulia Capozzi per disabiliabili, con video dell' intervento di Salvatore Borsellino, anche se la visuale non è il massimo ascoltate le sue parole.
Prefazione di Tiziana Scotti