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"IO TI VEDO COSI'"

"IO TI VEDO COSI'"  mostra sulla visione non visione che l'U.I.C.I. Cremona presenta, nell'ambito del Festival dei Diritti,  in via Santa Chiara a Crema dal 3 al 15 Dicembre 2020.

E' nei momenti più bui che dobbiamo concentrarci per vedere la luce. Dobbiamo liberarci dalla speranza che il mare esisterà per sempre, dobbiamo imparare a navigare nel vento.

Mi sono capitate quasi per caso sotto gli occhi queste due citazioni di Aristotele Onassis,  intanto che mi accingo a   scrivere questo breve articolo sulla mostra che  L'unione Italiana dei  Ciechi e  degli ipovedenti terrà a Crema in collaborazione con Crema O barriere, il comune ed il CISVOL.

E' pensando  proprio ai due aforismi dell'armatore greco che non ho potuto trattenermi dal calare la nostra iniziativa nelmomento che stiamo vivendo.

A memoria di persona    non credo ci sia qualcuno  che possa ricordare un disastro  sanitario, economico, politico  e  sociale come la baraonda generata  dall' imperversare in ogni angolo del mondo della pandemia da Covid 19, che sostanzialmente ha interessato i cinque sesti  del 2020 e molto probabilmente ammesso che le   promesse sui vaccini vengano mantenute in pieno, interesserà metà almeno del 2021.

Gli ultra centenari ancora in vita, non credo abbiano un ricordo chiaro  della cosiddetta "Spagnola" visto che intorno  agli anni venti periodo in cui si scatenò, loro erano ancora in tenera età, mentre scrittori medici e storici  avevano, motivo sconosciuto, completamente rimosso l'evento, tranne poi riscoprirlo proprio in questa fase, dove  comparazioni fra le due pandemie, conferenze,  articoli,  inchieste varie, interviste ad esperti  o presunti tali  hanno riempito le pagine dei giornali ed i palinsesti di radio, tv, e la rete internet ovviamente.

Risulta evidente, almeno al sottoscritto  sembra così, che lo sconvolgimento dei comportamenti ha toccato in generale le  azioni di ognuno di noi, per cui tutte le previsioni, programmazioni ed intenzioni sono andate a farsi benedire, in breve, sorpresi, per non dire  tramortiti,  incapaci di  organizzare una  qualsiasi reazione adeguata, almeno nella prima parte della pandemia.

A questo ovviamente non poteva  sottrarsi la nostra piccola sezione, che   però, smaltito lo smarrimento della prima fase, ha  immediatamente risposto e sfruttando le ottime  opportunità che le moderne tecnologie mettono a  disposizione ha fatto tutto il  possibile per tenere  uniti i nostri associati continuando nel contempo ad  operare affinché le istanze e la  visibilità dei  disabili visivi non passassero in secondo piano, evitando così il pericolo che sotto la spinta dell'emergenza sanitaria autorità ed istituzioni si dimenticassero di noi.

Questo il motivo principale che caparbiamente ci ha spinto ad inserire la nostra mostra fotografica "lo Ti Vedo Così", nell'ambito del "Festival dei Diritti", che sotto la regia del CISVOL si terrà a Crema dal tre al quindici dicembre e che quest'anno avrà come  tema la Cura.  Cura per la salute, ma anche all'ambiente, alle relazioni, alle comunità, alle città.

Inizialmente era previsto che la  mostra  fosse esposta in uno spazio chiuso, però con l'aumento dei contagi ed il richiamo delle autorità ad evitare  assembramenti, lavorando di  fantasia,  facendo di necessità virtù e sfruttando qualche suggerimento del pm del CISVOL  Francesco Monterosso abbiamo riversato le immagini su manifesti che sono stati affissi in via Santa Chiara e resteranno visibili fino al quindici dicembre.

E' stato grazie alla fotografa fe1rnrese Beatrice Pavasini, che attraverso una ventina di scatti ha fissato in immagini la qualitàdella visione di chi ci vede poco o non ci vede affatto, che questo mondo cerca di emergere.

La mostra, ridotta per opportunità  a dodici immagini, ha più di un obbiettivo,  il primo dei quali  far vedere la qualità della vista di u n  disabile visivo, dandogli nel contempo l'idea di ciò che  un ipovedente vede e come  e quale differenza c'è fra ipovisione e cecità.

Il secondo dare al passante,  attraverso la lettura  dei due manifesti descrittivi ed uno sguardo alle immagini , una ideaprecisa del carico di difficoltà e frustrazioni a cui un disabile visivo può andare incontro.

Il terzo rendere un po' meno anonima una categoria di persone,  che per motivi un po' culturali, ma più che altrooggettivi, vedi le abbondanti balTiere sensoriali dissemi nate per la città, ad oggi risultano sconosciuti ai più.

Quarto ed ultimo una risposta ai  tempi complicati che stiamo vivendo, e far si che la nostra  comunità pur fra mille difficoltà non si chiuda in un lockdown asettico ed incolore, ma continui a far pulsare il suo cuore verso la cultura, verso le persone con disabilità, verso la solidarietà, e gli  altri mille ambiti che popolano la quotidianità di una collettività.

Insomma prendersi CURA di Crema che vive. 

Mimmo Iuzzolino

Responsabile del settore Autonomia U.I.C.I.


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