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Disabilità e Imposta provinciale di trascrizione (IPT): cosa c’è da sapere.

Quando si acquista un’auto nuova o usata (per esempio a km 0) per le persone con disabilità è prevista l’esenzione del pagamento dell’Imposta provinciale di trascrizione, meglio conosciuta come Ipt. 

Questo beneficio però, è bene sapere, non spetta a tutti.

Ne sono esclusi i sordi e i ciechi, anche se in qualche provincia (per conoscerle basta rivolgersi all’ufficio Aci di zona) prevede comunque sconti o esenzioni per le diverse categorie.

Ne hanno assolutamente diritto invece, quelle con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, limitazioni gravi o durature del camminare o amputazioni, handicap psichici e mentali, accertate dalla commissione medica locale.

Inoltre, per avere questa facilitazione, il veicolo deve essere intestato alla persona con disabilità (o al suo tutore legale) per almeno due anni. Trascorso questo lasso di tempo, rivendendo il veicolo o cancellandolo dal Pra si può ottenere il beneficio per un’altra auto.  Nel caso in cui capiti di vendere il veicolo prima di 24 mesi, l’Ipt va comunque pagata al momento dell’acquisto. A patto che la cessione sia dovuta a un’evoluzione peggiorativa della patologia.

I documenti da presentare per ottenere l’agevolazione sono: il documento d’identità e l’eventuale patente speciale, il codice fiscale, la carta di circolazione e il documento rilasciato dalla commissione medica che attesta l’invalidità civile.

Di solito la concessionaria applica un servizio per agevolare l’acquirente, effettuando le pratiche per il pagamento dell’Ipt scontando l’importo dell’imposta direttamente in fase di preventivo, anticipando di fatto il costo, oppure, la concessionaria fa pagare regolarmente l’Ipt alla persona con disabilità che poi dovrà direttamente inoltrare una richiesta al Pra (anche attraverso uno sportello Aci o tramite un’agenzia di pratiche auto) per ottenere il rimborso.

 

 Simona Bagnoli