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Coronavirus, un bel respiro ci aiuterà (davvero) a stare meglio

 Mike Maric nel 2004 ha raggiunto la vetta a cui ambiscono tutti gli sportivi: a 31 anni diventa campione mondiale nella sua disciplina, l’apnea. Dopo aver trascorso i primi anni di vita in Croazia, paese natale della sua famiglia, dove insieme a suo padre impara a nuotare e ad amare il mondo sommerso, nel 1997 conosce e lavora con il mito Umberto Pelizzari, l’uomo che ha stabilito record mondiali in tutte le discipline dell’apnea. Dopo aver lui stesso raggiunto l’ambito primato, proprio il mare gli sferra un colpo bassissimo: nel luglio 2005, durante una battuta di pesca subacquea, muore inspiegabilmente il suo amico del cuore Filippo, istruttore di apnea che tante volte lo ha accompagnato nelle gare. «Questo momento stravolge la mia vita e mi allontano dall’acqua per parecchio tempo – racconta Mike -, ma dopo quasi un anno ripreso ad allenarmi con un solo obiettivo: fare pace col mare e forse anche con me stesso. Ce l’ho fatta, ho partecipato al campionato nazionale di apnea e sono riuscito a vincere il titolo per il terzo anno consecutivo».

Le 3R: respirare, rilassarsi, ritrovarsi

Maric in questi anni conduce anche una seconda vita: prende una laurea in ambito medico, una specializzazione, un Master e un Dottorato di Ricerca, ponendo così le basi per la sua attività attuale: come professore a contratto all’Università di Pavia e come allenatore di apnea, diventando un riferimento per atleti di livello internazionale medagliati e olimpici di varie discipline. «Attraverso la respirazione si può migliorare la performance sportiva – spiega Maric – ed è questo che mi ha portato a collaborare con i campioni mondiali di sport anche fuori dall’acqua. Ma il principio di base può essere utile a tutti: respirare bene è un punto di partenza per raggiungere un obiettivo. La respirazione può aiutare ad andare più forte, fare meno fatica e recuperare prima. Oltre al lavoro con gli atleti, tengo corsi e seminari rivolti a tutti, dai bambini agli anziani, incentrati su quelle che chiamo le 3R: Respirare, Rilassarsi, Ritrovarsi. Ho sviluppato competenze fisiche, fisiologiche, anatomiche e mediche che mi permettono di spiegare la respirazione. Ho studiato e raccolto evidenze scientifiche che mi consentono oggi di insegnare a respirare per vivere meglio, per vincere le tensioni quotidiane e l’ansia, controllare le emozioni e, nel complesso, per migliorare la salute».

Le ricerche nella piscina più profonda del mondo

Una parte del lavoro e delle ricerche di Mike Maric si svolge ad Abano Terme dove si trova Y-40 The Deep Joy, la piscina più profonda del mondo. Un luogo che serve agli atleti agonisti per prepararsi nelle loro sfide, ma aperto a tutti: per apprendere metodi di respirazione insegnati nell’apnea come tecniche per la gestione dello stress e per studiare le reazioni dell’organismo umano in immersione. «Stiamo conducendo una serie di ricerche portate avanti da università italiane e straniere – spiega Maric -. Analizziamo la pressione corporea, i valori del sangue e la gestione delle diverse patologie che dimostrano difficoltà in acqua. Facciamo test anche con subacquei con problemi fisici o patologie come il diabete. L’obiettivo è riuscire a comprovare scientificamente le nostre ipotesi, traendo conclusioni utili per la salute». Ad esempio, uno studio pubblicato sulla rivista Science prova quello che lo yoga e molte discipline orientali sostengono da millenni: la respirazione è alla base della gestione stress e delle patologie ad esso collegate. (di Vera Martinella)

Fonte: https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/20_aprile_10/coronavirus-bel-respiro-ci-aiutera-davvero-stare-meglio-b01bdf16-780c-11ea-b0f0-3920e56757b6.shtml?intcmp=emailNLcor_salute_13042020