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Quando dei versi ti danno conforto

Purtroppo nella vita è difficile elaborare un lutto, difficilmente lo si può elaborare del tutto. 

La musica, la scrittura, ma anche la poesia possono essere d'aiuto. Navigando in rete ho trovato questa poesia-canto di una tribù indiana che inesorabilmente ti dà conforto. 

I versi vogliono far comprendere come il defunto viene accolto dalla natura, in fondo è la realtà poiché siamo carne e veniamo trasformati dai microrganismi. 

È doloroso ammetterlo, ma è la realtà. 

Vi invito a leggerla con molta attenzione. 

Non piangere sulla mia tomba.
Non sono qui.
Non sto dormendo.
Io sono mille venti che soffiano;
sono lo scintillio del diamante sulla neve.
Sono il sole che brilla sul grano maturo.
Sono la pioggia lieve d’autunno.
Quando ti svegli nella calma mattutina,
sono il rapido fruscio degli uccelli che volano in cerchio.
Sono la tenera stella che brilla nella notte.
Non piangere sulla mia tomba. Io non sono lì ma dove tu mi puoi ricordare.
(Canto degli Indiani Navajo).
Nele Vernuccio