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La vita è fatta di litigi e perdono. Ma noi perdoniamo o almeno ammoniamo per il Bene??

Carissimi lettori,

quando subentra un litigio, subentra il male di ogni tipo nelle nostre menti, nelle nostre anime nella nostra volontà e poi nella nostra memoria. Se non viene fuori questo male e poi perdonato rimane impresso nella memoria che ci logora e ci spinge a giudicare chi ci ha fatto del male senza riuscire a guardare dentro noi stessi e siamo propensi a guardare sempre l' errore del altro e non il nostro.

Il male puo' passare dalle parole alle azioni in diversi modi e modalità perchè ogni atteggiamento e atto sbagliato parte dal pensiero.
Quante persone conosciamo che hanno litigato magari distruggendosi anche in tribunale confidando nella giustizia terrena e non in quella divina? Gesù dice chi ti porta in tribunale e ti chiede la tunica, tu lasciagli pure il mantello, cioè lasciagli tutto, liberati dai beni materiali e otterrai un posto in cielo. Viceversa quando arriverà il tuo giudizio ti verrà detto che sei stato attaccato più alla tue ricchezze materiali che ai gioielli e alle pietre del cielo. Lasciare la spada vuol dire lasciare il nostro modo di pensare, di parlare, di vendicarci, i nostri attaccamenti, l' aggressività, i nostri sbagli, la superbia, le omissioni, l'indifferenza, l' egoismo etc.. Solo riconoscendo quale sia la  nostra spada e lasciandola si può conoscere noi stessi..

Ci è detto di perdonare persino i nostri nemici e di amarli, di porgere l'altra guancia. Ma spesso perdonare e amare non significa perdonare in silenzio, facendo finta di nulla e far passare quel gesto, quelle azioni di quella persona come giuste e corrette alimentando non volendo la sua distorsione, il suo male. Quegli errori vanno fatti presenti senza giudicarlo. Bisogna pregare affinchè li riconosca, perchè è la parte più difficile, in genere se si fa presente agli altri il male che hanno fatto, questi si ribellano, non lo accettano e pensano che li stai solo giudicando e si arrabbiano di più, si intestardiscono di più e alla fine finiscono persino ad accusarti per non guardarsi dentro. Questo ammonire con il fine di riappacificarsi non è puntare il dito ma voler far comprendere per il bene di tutti.

E' vero siamo stati salvati gratuitamente e gratuitamente dovremmo perdonare, ma la strada indicata non è solo chiudere gli occhi ma saper discernere quando vanno chiusi gli occhi e la bocca e quando invece vanno utilizzati per un ammonimento fraterno, altrimenti quello sbaglio ricadrà anche su di noi che non siamo stati in grado di ascoltare lo spirito santo e capire una strada per intervenire. La carità estrema è lecita se non fa in modo di nascondere il male che poi genera altro male.
Il male che ci facciamo che genera odio e rancori va sempre tirato fuori, affrontato con il dialogo, va espresso, e la persona che ha fatto del male consciamente e inconsciamente deve rendersene conto, capirlo, provare dolore per ciò che ha fatto e poi deve mostrare l' intento di poter riparare al male fatto promettendo di avere l' intenzione di non farlo piu'.
E' un po la stessa cosa che dovrebbe accadere nel confessionale che è un posto dove andrebbe aperta tutta l' anima e con umiltà e dolore esprimere gli errori fatti, provando pentimento, sofferenza del male fatto a noi stessi o agli altri.

Anche con una malattia organica accade la stessa cosa. Quando si sconfigge la malattia? quando le varie cause vengono guarite cioè prima vengono diciamo tirate "fuori". Ad esempio Se abbiamo numerosi sintomi per l' intossicazione di metalli, questi devono essere tirati fuori da una terapia, se abbiamo un virus questo deve venire fuori grazie al nostro immunitario , come avviene nelle malattie esantemato. Prima c è un periodo di sofferenza fisica mentale e spirituale quando escono le bolle, perchè è il male organico che viene fuori finchè il corpo lo debella.

Pensate se questi due mali ad esempio rimanessero nel corpo: questo continuerebbe a soffrire e tribolare in tutte le sue parti, in tutte le sue membra cosi anche soffrono tutte le membra spirituali e il corpo mistico quando ci ricopriamo di colpe consapevoli e inconsapevoli e di omissioni. Non soffriamo solo noi ma soffre Gesù che è costretto a subire quel peccato soffrendo e riparandolo per salvarci, la santissima Trinità e la Madre nostra e questo male rimbalza nell' Universo, sulla Terra e ovunque nell'umanità.
Non possiamo incolpare gli altri, la società, la famiglia e Dio per ciò che ci capita nella nostra vita ma dobbiamo imparare a guardare dentro noi stessi e offrire ciò che di male ci colpisce per offrirlo al Cielo cosi lo trasformi in Luce. Dobbiamo fare uno sforzo mentale di andare a prendere il dolore e perdono che Gesù a offerto per noi nella sua Passione per provare lo stesso dolore e perdono per tutti. Il male e la sofferenza nella nostra vita con la fede possono essere trasformati in croce che salva.

Aiutaci Maria a far uscire il nostro male ed aiutare gli altri a far uscire il male che ammorba le nostre famiglie, le nostre comunità, le nostre città, la nostra nazione e tutta l'umanità, affinchè questo male riconosciuto e poi perdonato non gravi più sull'anima di nessuno e non dia altre sofferenze al tuo cuore e a quello di Gesù.

Tiziana Scotti