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Di padre in figlio

28/08/2016 - AUTORE:

Quand'ero piccola (ere geologiche fa) si usava trasmettere il nome del nonno o del padre al bimbo o alla bimba appena nata, adattando il nome a seconda del suo sesso. C'erano nomi di chiara matrice italica come : Ultima/ Ultimo, Prima/ Primo, Farailde (protettrice degli animali da cortile), Guglielmo o Guglielmina, Benito/ Benita oppure più semplicemente; Concetta, Maria, Giuseppe che venivano imposti ai nuovi nati.

Eravamo nel mondo antico, ove il rispetto delle tradizioni, delle consuetudini, degli usi era quasi una legge non scritta ma, ben applicata. Invece noi, umani mai domi, sempre alla ricerca della novità ci siamo lasciati alle spalle questa sana abitudine per lasciare il posto al moderno. Così, a parer mio cadendo nella più bieca stupidità. Proseguendo nella mia disamina sul'evoluzione dei costumi moderni legata ai nomi dei bambini appena nati, aggiungo che, come ben sapete, adesso  i nomi se non sono esotici “non meritano”. Troviamo neonati con nomi impronunciabili come Jessica, Deborah (con l'acca finale), Andrea ( sia per maschi che per femmine) che ingenerano dubbi sulla futura sessualità del bimbo (scherzo ovviamente) Gioele, che al limite ancora ancora potrebbero avere un senso ma, non è finita qui. Il mondo dei Vip (very important people, important di cosa mi chiedo io) ci hanno mostrato che non ci sono limiti alla vergogna ed alla stupidità. Personaggi di dubbia caratura culturale, hanno deciso di chiamare l'ignaro pargolo,vittima sacrificale dell'egocentrismo banale dei genitori, Nathan Falco, nel caso dei vip fuori di “melone” oppure Harper Seven (povera bambina figlia di David e Victoria Beckamp). Secondo voi questi “buffi” genitori che  costringono a soffrire per questi poveri figli, colpevoli solamente di essere figli di genitori, passatemi il termine “ sbroccati” meritano il nostro rispetto?. Ma non è ancora finita, l'escursus della stupidità umana continua, nessuno escluso. Venendo alle sciocchezze macroscopiche di una famiglia che in Italia conta parecchio, troviamo il nome Oceano. Per carità, non voglio sminuire Sant'Oceano, che è stato un martire cristiano ma, da qui a punire questo povero bambino, secondo me troppo ce ne corre. Chiamarlo Carlo, Luca, Mario, Giuseppe no sarebbe stato troppo banale? Invece immaginate cosa potrebbe succedere  il primo giorno di  scuola:-” Ciao mi chiamo Renato e tu? Io Nathan Falco!! Certo Nathan significa Dono di Dio ma, secondo voi i compagni gradiranno questo nome riservandogli sperticati complimenti, oppure irrideranno la povera creaturina punita dalla stupidità dei genitori? Renato bimbo simpatico e monello, son certa urlerebbe ridendo Nathan Falco mimando il gesto del falco svolazzante per la classe, facendo fragorosamente ridere l'intera classe. Direi ovvio ed anche tristissimo per il povero bimbo, vittima. Che senso ha tutto ciò? Fate un po' voi, io mi dissocio! Penso che la tradizione, dal latino traditiònem deriv. da tràdere = consegnare, trasmettere interpretata come sinonimo di consuetudine, utilizzata nel senso di "tradizioni popolari" come la trasmissione nel tempo, delle usanze, abbia un grandissimo valore. Trasmettere il proprio nome , trasmettere la propria cultura, trasmettere le tradizioni popolari ricche di storia, questi siano valori impagabili e non soggetti alle sciocche e sterili mode del momento. Ma io forse sono solo una “ popolana” non certo Vip. Ciao, Paola Maria vi saluta.