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Un esperienza triste con l'amaro della sfiducia

28/08/2016 - AUTORE:

 Quando vivi un esperienza terribile, a causa di errori umani, si rimane scossi,parlo di alcuni eventi vissuti in prima persona. Sono tanti gli errori banali che accadono negli ospedali Italiani e nessuno ne parla, sembra assurdo, invece è la triste realtà che ho vissuto in questi ultimi due anni.Dopo la lunga malattia vissuta da mio padre, ho trascorso molto tempo in ospedale,in vari reparti.Le aspettative,di quando hai un caro in ospedale sono altissime cerchi il meglio, pretendi la perfezione,visto che è in gioco la vita di un essere umano, invece ti accorgi che nulla è come pensavi, ad iniziare dall'igiene di alcuni reparti e la superficialità di alcuni infermieri, un esempio banale il giorno prima, davanti al reparto, prima di entrare dovevi indossare mascherina e calzari altrimenti ti rimproveravano ed è anche corretto, ma la cosa assurda era che quando mancavano le mascherine e calzari si entrava ed usciva comunque senza che nessuno dicesse nulla.

Il reparto di cui parlo è il reparto di oncologia, quindi dopo una serie di chemioterapia i valori si abbassavano e c'era la necessità di indossare la mascherina e calzari per evitare di trasmettere batteri ai pazienti del reparto.

Mio padre spesso mi raccontava che gli infermieri del cambio turno,discutevano fra di loro in maniera animata,perché discordi nella terapia, errori di flaconi scambiati ai pazienti, infatti questo è capitato diverse volte davanti la mia presenza, a rischio di creare danni maggiori ai pazienti ammalati e sfiduciando la loro permanenza in ospedale, ricordo che mio padre mi chiedeva di controllare le flebo che gli iniettavano e sé c'era il suo cognome vicino alla flebo.

Ricordo che questa sua sfiducia, mi rattristava tantissimo,perché quello doveva essere il luogo della sua unica speranza, per poter uscire dalla triste realtà, che gli stava accadendo.

Tengo a sottolineare che molti infermieri e dottori sono disponibili, professionale e umani!!!!

L'ultimo caso che è capitato sempre in merito alla distrazione di infermieri è stato quello di una mia cugina, che dopo la diagnosi di un tumore,operata e sottoposta al ciclo di chemioterapia, nel corso del ciclo, è stata sbagliata la terapia sostituendola con altra dose , con enormi rischi di salute, in una situazione già complicata e complessa.

L'ennesima  distrazione...? Carico di straordinari....? O superficialità ..?

 Alcuni errori sono semplicemente innocui, altri sono gravosi di conseguenze potenzialmente molto gravi. Se una procedura di sicurezza prevede un certo passaggio, o una certa serie di passaggi, penso che seguirla sia un dovere del professionista non tanto e non solo perché esiste un dovere etico deontologico di elevare le nostre attività al miglior livello possibile per quel tempo e in quel contesto, ma anche perché il target è la sicurezza dei malati.

In questi ultimi anni si è assistito ad un aumento progressivo dei compiti burocratici che sono svolti dal medico. È un aspetto negativo perché si toglie tempo al paziente per dedicarlo alle scartoffie. Se a questo sommiamo le carenze d'organico di alcune regioni a causa del blocco del turnover e i turni di lavoro sempre più massacranti ecco che il quadro si presenta molto nero. È chiaro però che su alcuni fatti di cronaca , si nota come gli incidenti siano conseguenti al non rispetto delle procedure di sicurezza. E questo in ogni caso rappresenta un elemento di allerta su cui intervenire. Senza dubbio si deve assolutamente potenziare la diffusione di strumenti tecnologici a supporto degli operatori. Penso per esempio ad una diffusione più capillare del braccialetto elettronico per l'identificazione dei pazienti ricoverati e per la tracciabilità degli atti clinici cui sono stati sottoposti e alla cartella clinica elettronica. Il braccialetto è uno strumento che costa poco e dovrebbe essere operativo in ogni struttura. Ma non solo, e mi riferisco alla fornitura di gel lavamani in ogni reparto al fine di ridurre il problema delle infezioni in corsia o alla maggiore attenzione nel rispetto della check list in sala operatoria. Tutte buone pratiche che puntano alla qualità e che possono produrre risparmi sia in termini di vite umane che economici. É inoltre fondamentale non nascondere gli errori ma analizzarli e imparare come evitare di ripeterli. Impegnarsi per ridurre Il rischio clinico deve diventare un elemento in cima all'agenda delle direzioni sanitarie, così come si devono adottare nuove tecnologie di supporto all'azione degli operatori. Ma  non solo, meno burocrazia per i professionisti e più tempo da dedicare alle procedure di sicurezza.

Piero