Hai diritto all' IVA al 4%
Servizio Clienti (+39) 055.36.05.62

Per i disabili gravi non collaboranti manca un'assistenza sanitaria adeguata già dal pronto soccorso

A Palermo ma non solo, si sono riscontrate diverse segnalazioni di personale addetto al pronto  soccorso, non preparati a soccorere nel caso ci fosse l'eventualità un disabile grave non collaborante. Da anni i genitori e le associazioni che stanno accanto a queste famiglie compresa la Dott.Essa Rossella Proietti Presidente dell' Associazione Avofid (Associazione Volontari Famiglie Italiane Disabili). si battono per avere aiuto. Già dal 2009 doveva nascere un associazione più attenta a questo tipo di problematiche il: "Progetto Ancora", ma sfortunatamente Non ha dato i risultati sperati. A Reggio Emilia invece ora la situazione è leggermente diversa, perché  vengono attuati percorsi più mirati per le persone con disabilità autistica, ma queste accortezze sono state prese solo dopo un altra denuncia partita a livello Nazionale dove veniva violato palesemente il diritto alla salute; a parte questa "pezza" messa in Emilia Romagna, le disabilità in Italia così a livello mondiale sono molteplici. Quindi secondo il mio parere dovrebbe essere fatto un vero e proprio corso di Primo Soccorso per ogni tipo di problematica con l'aiuto dei vari specialisti se no il disagio in futuro si ripresenterà e saremo ancora qui parlarne; di seguito riporto le dichiarazioni nello specifico dei fatti di Reggio Emilia e Palermo dove espone nei particolari i gravi disagi subiti da questi pazienti e dai genitori stessi.

Simone

PALERMO: "In più di vent'anni di attività ho cercato sempre di lottare per fare aprire le porte degli ospedali ai disabili gravi non collaboranti, In passato nella nostra esperienza ci sono già morte delle persone proprio per l'incapacità di curare in tempo il male che lamentavano. Questo non possiamo permettercelo. Ricordo Annuccia di 43 anni morta di tumore, poi anche Stefano deceduto per un melanoma e poi un altro giovane per arresto cardiaco. Non si può accettare che la persona muoia solo perché disabile grave e non in grado di fare capire il suo male. Queste sono morti 'invisibili' di cui non si accorge nessuno. In particolare se la persona è aggressiva perché sta soffrendo qualcosa che non conosciamo, oltre ad intervenire farmacologicamente, bisognerebbe in maniera formata interpretare il suo malessere prima che sia troppo tardi. Farlo ritornare a casa non risolve il problema". Dichiara Rossella Proietti Presidente dell' Associazione.

REGGIO EMILIA: "Per i nostri disabili, in caso di pronto soccorso è prevista l'attivazione di percorsi specifici - sottolinea Roberto Vassallo presidente dell'associazione Aut Aut dedicata agli autistici di Reggio Emilia -. Al pronto soccorso dopo una prima visita, entro 20 minuti arriva il medico curante che permette l'attivazione di un percorso dedicato per le persone autistiche. Il servizio è partito sei anni fa, dopo una mia denuncia all'ospedale fatta a livello nazionale per la violazione del diritto alla salute. Quando si prendono gli appuntamenti per le visite mediche, bisogna pure rispettare gli orari perché gli autistici hanno un equilibrio delicato e altrimenti si destabilizzano con tutte le conseguenze del caso. Anche se non dovrebbe essere così, solo dopo la mia denuncia, si è mosso tutto il sistema".

Spunti: https://www.superabile.it/cs/superabile/salute-e-ricerca/20200207-sicilia-disabili-gravi-non-collaboranti.html