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Il Garante delle persone con disabilità

Spesso si sente parlare di come abbattere tutte quelle barriere architettoniche, spesso si sente parlare di come aiutare concretamente una persona che presenta una disabilità e altrettanto spesso si sente parlare della difficoltà di quanti vivono una disabilità e dei loro parenti nei confronti della città e della politica locale e nazionale. Quante sono le persone che non vengono ascoltate dalle autorità.

A Melilli, un comune italiano del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia, è stato sviluppato un qualcosa di importante: la Consulta e il Garante delle persone con disabilità. Infatti, proprio in questi giorni, la giunta comunale ha deliberato di istituire la figura del Garante, approvando anche il regolamento per rendere la città accessibile a tutti non solo a livello sociale, ma anche culturale.

Lo scopo è quello di fare di Melilli, una città di punta per tutte quelle persone che hanno determinati problemi, patologie per permettere loro di abbattere le cosiddette barriere architettoniche che non consentono di compiere in maniera autonoma o senza eccessive difficoltà tutte quelle situazioni normali e tipiche della vita quotidiana che chi non ha problematiche e disabilità compie senza difficoltà. La figura del Garante serve a garantire l’aiuto e quindi un miglioramento pe la vita di tutti, supportando l’attività dell’amministrazione comunale attraverso uno scambio continuo con i cittadini e gli uffici amministrativi".

Ma a Melilli non vogliono fermarsi a questa importante soluzione, sono, infatti, in fase di progettazione diversi progetti di inclusione sociale ed integrazione per supportare in modo concreto non solo le persone che hanno disabilità, ma anche le loro rispettive famiglie, perché se è vero che chi ha una disabilità vive in prima persona determinate esigenze e problematiche da affrontare quotidianamente, anche le famiglie si trovano spesso a dover stravolgere la propria vita e ad essere sole nel capire come essere d’aiuto e quindi cosa fare, non solo all’inizio, ma in tutto il percorso della disabilità.

Alessandro Cavernicoli