Hai diritto all' IVA al 4%
Servizio Clienti (+39) 055.36.05.62

Nel 1969 io c’ero

Nel 1969 io c’ero

Con il titolo: Coronavirus, quella “strana” epidemia del 1969, vi vorrei far leggere un piccolo articoletto che ho trovato interessante per una riflessione.

Quando vedrete il filmato dell’istituto Luce vi sembrerà di vedere li titoli dei giornali e telegiornali di oggi, con una differenza di non poco conto: i numeri degli ammalati e dei morti. Cifre impressionanti che non ci auguriamo di leggere mai più. Nel 1969 io c’ero, ero piccolina e non mi ricordo affatto di questa influenza. Ricordo invece che le comunicazioni così come gli spostamenti erano lenti. Non andammo nel panico e, a parte il sistema sanitario nazionale, l’economia ne risentì per i decessi e non per il panico generalizzato. Sì, perché a farla da padrone in questi nostri tempi internettizzati e tecnologizzati sono le comunicazioni veloci che possono essere un grande aiuto per arginare tempestivamente i contagi (come è stato al nord Italia) ma che possono esitare in effetto boomerang a vantaggio di tutti gli sciacalli e speculatori, che invece hanno voluto trarre vantaggio dal terrore per bloccare l’economia, generalizzando un problema circoscritto in un paio di zone, che andavano (probabilmente) blindate ancor di più, per proteggere il resto del Paese. I veri virus sono le ipercomunicazioni veloci sia reali che fake, la politica in balia dell’opinione pubblica e incapace di decidere scientemente e da sola, come rappresentante competente di Governo. Se una persona è in balia del consenso o dissenso pubblico significa che è insicura, la classe politica trasmette questa insicurezza, come se non sapesse che fare da sola e cosa decidere indipendentemente per il bene della cittadinanza. Comunque, sembra si stiano contenendo le perdite e i contagi, e ugualmente dovremo contenere anche le chiacchiere inutili, visto che in Nazioni più “furbe” lo hanno fatto (vedi Francia e Germania).

Vorrei ricordare anche che la storia contemporanea è costellata di periodi neri per virus indomabili, ne sono un triste ricordo l’influenza Spagnola del 1918, che fece tanti morti quanti la seconda guerra mondiale … e altre epidemie influenzali lungo tutto il XX secolo. Ma ricordiamoci anche che grazie ai vaccini non siamo più soggetti a gravi malattie, come la poliomielite che fece le sue ultime vittime non più tardi di 60 anni fa. E ancora, la tubercolosi vinta definitivamente, con molto impegno dal nostro sistema sanitario dopo il 1972. Io e mio fratello fummo contagiati nel 1970 dalla tubercolosi, e seppur piccini venimmo ricoverati in un istituto di cura per più di un anno, isolati con centinaia di altri bimbi veneti, per guarire dopo intense cure, lontani da casa.

Una cosa sicuramente l’abbiamo imparata, d’inverno più che in estate, dobbiamo cercare di mantenere un’igiene più accurata e la capacità gestire la nostra emotività, in modo di non contagiarci per troppo affetto.

Martina Zardini

Coronavirus, quella “strana” epidemia del 1969

Chi ha ancora dubbi sul Coronavirus Covid-19 guardi il video dell’Istituto Luce qui sotto. Correva l’anno 1969, e come dice il giornalista che realizzò all’epoca il servizio per il notiziario tv “quando Mao starnutisce, il mondo si ammala”. Infatti, l’anno precedente, dalla Cina (manco a dirlo) partì l’influenza di Hong Kong, virus H3N2. Fu una pandemia mondiale. Ma abbiamo la memoria corta. I malati? In Italia 13 milioni, ospedali al tracollo, 5mila “passati a miglior vita” come riportato nel filmato dell’Istituto Luce. Un video-documento che fa riflettere: sono passati esattamente 50 anni e la storia si ripete, siamo nuovamente lì, al punto di partenza, tornati “al via” come in un assurdo gioco dell’oca, a gestire un’emergenza sanitaria che di nuovo ha probabilmente solo il nome assegnato alla sindrome influenzale provocata dall’agente patogeno. E la globalizzazione (che non è roba da poco). Alla fine, tireremo le somme, con la consapevolezza che gli stessi interrogativi di cinquant’anni fa ce li siamo posti oggi, senza dare risposte. E probabilmente, ce li porremo ancora, fra cinquant’anni (o forse prima), perché così vanno le cose in natura. Piaccia o no.

Tratto da: https://www.malpensa24.it/coronavirus-quella-strana-epidemia/