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In pandemia difficoltà maggiori per la disabilità

La pandemia ha influito sulle vite di tutte le persone e di tutte le famiglie, ma ha messo particolarmente in risalto i problemi e le necessità delle persone con disabilità. Le persone in condizioni di disabilità potrebbero correre un rischio maggiore di contrarre il COVID-19. Bisogna agire per assicurare che le persone con disabilità possano sempre avere accesso ai servizi sanitari, all'acqua e ai servizi igienici e alle informazioni di sanità pubblica di cui hanno bisogno, anche durante la diffusione del COVID-19. Delle condizioni cliniche preesistenti, sottostanti la disabilità. Tutti coloro che presentano disabilità e le loro famiglie dovrebbero seguire le linee guida dell’OMS sulla protezione di base durante la diffusione del COVID-19, come l’igiene delle mani, le buone norme respiratorie e il distanziamento fisico. Il sistema di servizi a loro dedicato non è stato sempre in grado di rispondere ai bisogni di socialità, assistenza, riabilitazione e inclusione. Piuttosto che adattarsi alle esigenze dell’emergenza sanitaria molte strutture hanno ridotto, o persino sospeso, i loro servizi di prossimità. Aumentare l’attenzione rivolta a persone con disabilità che vivono in ambienti con un rischio potenzialmente maggiore di sviluppare la patologia. Ma la riflessione deve spingersi anche oltre, perché in questo tempo difficile non si è solo rallentato il processo di inclusione, ma è stato necessario riaffermare ciò che si sperava fosse ovvio, che anche i disabili cioè hanno diritto di vivere per l’uguale dignità di uomini. Le previsioni per il prossimo futuro non saranno migliori senza un profondo cambiamento e attenzione a chi necessita.

Piero D.M.