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Essere nonni, tra esperienza e rinnovamento

Non è semplice indietreggiare dal proprio ruolo di attore protagonista ad un ruolo secondario, seppur sempre importante e di riferimento. Essere nonni è un’esperienza gioiosa ed esaltante e chi lo è diventato, come è successo me di recente, può concordare.

Io non sono troppo anziana per essere tacciata di avere competenze non rinnovate, anche perché mi interesso di infanzia da molti anni per la mia occupazione di formatrice e sociologa. Ciò che trasferisco ai miei discenti ha a che fare con comportamenti legati alla genitorialità come modalità accuditiva, nel suo atteggiamento più profondo e nel suo farsi come comportamento, come attaccamento sicuro. Mi rendo conto invece, che il modo di gestire la crescita dei figli cambia velocemente nei tipi di maternage, cioè in tutte quelle azioni di cura pratica che diamo per assodate ma che cambiano di generazione in generazione. Non si mette in discussione che il sentimento e la presenza debbano essere sempre sufficienti e premurosi, ma i modi di agire la cura cambiano con le nuove scoperte in campo pedagogico e pediatrico.

Già tra la mia primogenita e la seconda figlia ci sono stati dei cambiamenti enormi, anche perché tra la mia prima e la seconda sono passati 13 anni.

Per S. era assolutamente necessario farla dormire a pancia sotto, per A. assolutamente no! Per S. la poppata era ad orari stabiliti e di notte si saltava (tra l’altro non ha mai fatto problemi a adattarsi a questo, la mia primogenita) per A. si poppava a richiesta, anche di notte. Per S. il cambio dei pannolini era igienizzato con acqua corrente e sapone neutro, per A. si potevano usare le salviettine.

Da quando sono nonna trovo che sono cambiate poco le usanze dalla mia secondogenita, ma altre cose, per esempio nello svezzamento, hanno subito delle variazioni. La nostra esperienza di genitori è un valore aggiunto per i nostri figli che diventano madri e padri ma non devono interferire nella nuova coppia genitoriale. Essere flessibili e fare un passo indietro, ci metterà nella condizione di non scontrarci danneggiando i nostri rapporti e i rapporti tra i neogenitori. Ci eviterà anche di doverci confrontare con i nostri consuoceri che a loro volta avranno delle convinzioni dettate dalla loro esperienza di genitori. Fare i nonni significa essere disponibili a godere di un bimbo o bimba senza avere il carico della responsabilità genitoriale che ha il suo peso proprio perché esercitata dai genitori. Goderci questo stato di grazia e adattarci alle nuove usanze, donando i nostri consigli, manterrà un’atmosfera più distesa e disponibile per poter spendere del tempo con i nostri nipoti, trasmettendo loro i tesori che stanno nel nostro cuore e i valori che provengono dalla ricchezza delle relazioni positive e pregne d’amore che la vita ci ha regalato.

Vi lascio ad uno stralcio di articolo che tratta proprio di questa differenza tra il ruolo di genitore e il ruolo di nonno, molto interessante, tutto condivisibile e che dà dei buoni spunti di riflessione. Buona lettura.

Martina Zardini

 

Un tempo si faceva così…

I nonni appartengono a una generazione che, nell’allevamento dei figli, seguiva regole molto diverse da quelle diffuse oggi: come risolvere eventuali dissapori con i neogenitori?

Il confronto tra nonni e genitori su alcuni temi della crescita dei bambini può generare dissapori e, talvolta, dei veri e propri scontri. Qualche esempio? La durata e le modalità dell’allattamento, il luogo in cui dorme il neonato, quanto viene tenuto in braccio e il tipo di alimentazione scelto per i bambini un po’ più grandi. I nonni, infatti, sono stati genitori... in un’altra epoca!

Giusto o sbagliato?

Negli anni passati si pensava che la “formula artificiale” fosse migliore del latte materno, mentre adesso sappiamo che è vero esattamente il contrario. Si riteneva poi che tenere troppo a lungo in braccio un neonato significasse viziarlo, mentre ora siamo consapevoli di quanto il contatto sia importante per lo sviluppo dell’autonomia. Come far sì, allora, che i nonni comprendano le scelte dei figli e contribuiscano alla crescita equilibrata dei nipoti?

La relazione al centro

Può essere utile, fin dalla gravidanza, che i nonni condividano le stesse informazioni e conoscenze dei genitori; una sorta di “aggiornamento”, per seguire con il nuovo nato le più recenti indicazioni che riguardano la salute e la crescita dei bambini. È importante non creare troppe discrepanze tra due ruoli entrambi significativi nella vita del bambino, attraverso una comunicazione efficace e informazioni chiare, corrette e aggiornate.

Tratto da UPPA