Dal disturbo compulsivo al semplice disordine

Spesso, all'origine della disposofobia c'è un trauma di tipo affettivo, come la perdita di una persona cara, una delusione amorosa o il divorzio dei genitori durante l'infanzia. Quante volte vi è capitato di intraprendere questo genere di ... eccessiva di oggetti e una estrema difficoltà a sbarazzarsi di ciò che non è più utilizzato..? Molti di noi sentono la propria casa o il proprio spazio di lavoro più affollato del dovuto, o di quanto servirebbe alla nostra serenità mentale. Ma nelle persone a cui è stato diagnosticato il disturbo da accumulo compulsivo di solito questo comportamento arriva a livelli straordinari. . I vostri armadi e cassetti possono essere strapieni e organizzatissimi allo stesso tempo. Oppure potreste avere una casa tutto sommato a posto nella quale però non riuscite mai a trovare quello che vi serve. Organizzare le proprie cose significa metterle in ordine, che è diverso dallo sbarazzarsi degli oggetti indesiderati che occupano dello spazio prezioso. La principale differenza tra la disposofobia e l'hobby del collezionismo è la nozione dello spazio. Nel primo caso, cioè in presenza della patologia, gli oggetti accumulati ingombrano tutto e l'accumulatore seriale non ha più spazio per sé. Inoltre, un collezionista è fiero della sua collezione, mentre, nel caso dell'accumulo compulsivo, prevale piuttosto un sentimento di vergona. Il soggetto che soffre di disposofobia, infatti, evita di parlare delle sue raccolte e tende a isolarsi per non essere costretto a rivelare il suo problema alle altre persone. Quando si riorganizza qualcosa l’obiettivo dovrebbe essere arrivare a sapere che cosa si ha, dove trovare quello che serve e dove mettere le cose, indipendentemente da quante se ne hanno. Per gli esperti, non sono gli oggetti conservati quelli che stagnano la tua vita, bensì il significato dell’atteggiamento di conservare. Quando si conserva, si considera la possibilità di mancanza,
di carenza, si crede che domani potrà mancare e che non avrai maniera di coprire quelle necessità.
Con quell’idea, stai inviando due messaggi al tuo cervello e alla tua vita: che non ti fidi del domani
e che pensi che il nuovo e il migliore non sono per te e per questo motivo ti rallegri conservando cose vecchie e inutili. Ci sono case che sorprendono, negativamente, per la quantità di oggetti inutili e non utilizzati che contengono. Guardate bene nei vostri armadi, gettate l’occhio in quei cassetti che aprite raramente, allungate lo sguardo, una sorta di perlustrazione, nelle cantine e nelle dispense. Vedrete che farete una scoperta: viviamo circondati da cose inutili, che non utilizziamo più e dunque non servono. Siamo come ossessionati da una sorta di collezionismo degli oggetti. Io ho provato verificando nei cassetti e negli armadi, ed ho notato effettivamente ci sono oggetti o vestiti che non utilizzo da molto tempo. Fate anche voi una prova e scoprirete come gli oggetti inutili vivono accumulati occupando spazio fra le vostre cose. Ma i primi segnali si possono intravedere già nell’adolescenza, e qui entra in gioco il fattore educazione. Da genitori abbiamo il dovere di insegnare ai nostri figli il valore delle cose, che non è soltanto di natura economica. Il collezionismo è un hobby che consiste nella raccolta di oggetti di una particolare categoria. L'insieme di oggetti raccolti, vengono chiamate collezioni. Queste collezioni sono spesso ben organizzate, catalogate e attrattivamente esposte.
Piero
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