Pronto soccorso: video con tutti i casi in attesa
REGIONE. Il primario Cianci di Arzignano svilupperà il progetto veneto
E un medico, un infermiere e un volontario dovranno informare ogni paziente fermo in sala d'attesa.
Presto nel Veneto chi dovrà aspettare il proprio turno in pronto soccorso sarà aggiornato minuto per minuto sul tempo che manca per essere chiamato nell'ambulatorio del medico, sui casi che lo precedono, sulle ragioni che possono allungare l'attesa. Si profila un modo diverso di attendere una visita che, per chi chiede aiuto al pronto soccorso, è sempre urgente. Il progetto è stato abbozzato in una riunione a villa Nievo di Montecchio Precalcino fra il segretario regionale alla sanità Domenico Mantoan e tutti i primari dei pronto soccorso del Veneto.
Quello che si delinea è un sistema articolato basato sull'apporto del personale e della tecnologia. Tre le figure che avranno il compito di informare il paziente direttamente in sala di attesa: il medico capoturno, un infermiere dedicato, un volontario della comunicazione. Saranno loro a tenere i contatti con la sala di attesa, a parlare con l'utente o con il familiare, a spiegare i motivi che costringono far aspettare. In più verrà allestito un tabellone informatico che riporterà precedenze, tempi di attesa, situazioni particolari, imprevisti. Questa l'idea emersa in un incontro cui ha partecipato anche il dott. Paolo Rosi, coordinatore del Creu-Centro regionale di emergenza e urgenza.
Si profila, dunque, finalmente una soluzione a un'antica questione. Nel 2010, su oltre 1 milione 400 mila persone che hanno fatto ricorso ai 23 pronto soccorso veneti, circa 435 mila sono state classificate "codici bianchi" e hanno dovuto attendere il loro turno spesso parecchie ore in base alle precedenze stabilite dall'urgenza. Un'attesa non solo lunga e snervante ma anche priva di comunicazione: non si capisce perché si deve aspettare. È stato il governatore Luca Zaia a chiedere di trovare una risposta a un problema che gli viene frequentemente segnalato da chi sta fuori del palazzo. Non si riesce ad abbattere i tempi di attesa che dipendono da molte concause, ma almeno si mira a far sentire meno solo l'utente e "accompagnarlo" per tutto il periodo, più o meno lungo, in cui deve sostare forzatamente nell'anticamera di un pronto soccorso. Il dott. Vito Cianci, primario del pronto soccorso dell'Ulss 5 di Arzignano, è stato incaricato, a nome dei colleghi, di sviluppare in concreto il progetto.
Fonte:http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Regione/289058__pronto_soccorso_video_con_tutti_i_casi_in_attesa/




