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Friuli, Anziani e disabili più autonomi grazie dall’informatica

UDINE – 5 milioni di euro investiti in tre grandi progetti di ricerca industriale in ambito domotico, l’idea di una riforma del sistema socio-sanitario regionale all’orizzonte, una serie di sperimentazioni e laboratori per trovare un’organizzazione più moderna, economica ed efficiente dei servizi di assistenza grazie all’ausilio delle tecnologie informatiche.

Tutti fatti che dimostrano l’importanza del tema dell’inclusione sociale e della domiciliarità per il Friuli Venezia Giulia, trattato oggi durante un affollato convegno promosso da Friuli Innovazione, a cui hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic e l’assessorato alla  Ricerca, rappresentato dalla dott.sa Ketty Segatti (l’assessore Molinaro non ha potuto partecipare perché a Bruxelles per impegni istituzionali, ndr).

Non puntiamo alla badante-robot –ha detto Kosic – ma il fatto che in questa regione ci siano dalle 12 alle 15mila persone che necessitano di una figura di questo tipo parla da solo. Il sistema socio-sanitario così com’è non è sostenibile; troppo frammentato e dispendioso. Le tecnologie informatiche sono la via d’uscita; quello che ci permetterà di offrire servizi nuovi e riorganizzare il sistema riducendone i costi”.
Gli fa eco il Direttore del servizio Istruzione, Università e Ricerca, Ketti Segatti, che sottolinea l’importanza di investimenti strategici in ricerca per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi su un tema centrale, quello del miglioramento della qualità della vita dei cittadini e delle persone anziane o disabili in particolare. La Regione stessa dovrebbe porsi come primo beneficiario e utilizzatore, lasciando invece alle imprese lo sviluppo delle potenzialità di business.

Che il Friuli Venezia Giulia si costituisca laboratorio su alcuni temi considerati prioritari – ha detto il direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio – è ciò che auspichiamo come Centro di Ricerca, perché è un approccio vincente, che permette di sviluppare modelli condivisi e attuali, come nel caso dell’ultimo bando per l’assegnazione di fondi FESR, in cui è stata perseguita la logica della sinergia tra ente pubblico e soggetti privati, grazie al ruolo di collettore svolto dagli enti di ricerca”.

L’ICT per l’abitare possibile, un concetto nuovo per definire una domiciliarità facilitata per le persone anziane o disabili e una maggiore autonomia e sicurezza delle categorie vulnerabili, è stato al centro del convegno, svoltosi al Parco Scientifico di via Linussio e moderato dal dott. Giulio Antonini dell’ASS n.5 Bassa Friulana.

La giornata è stata l’occasione per conoscere le opportunità di finanziamenti europei per progetti di ricerca e sviluppo, grazie agli interventi di esperti nazionali e comunitari del Settimo Programma Quadro di Ricerca, ma anche per scoprire alcuni dei progetti di domotica che si stanno già realizzando in FVG.

Il sindaco di Udine, Furio Honsell, ha presentato il progetto RE-FREEDOM, che prevede l’allestimento di due appartamenti di proprietà dell’amministrazione comunale con sistemi domotici all’avanguardia, dedicati uno ai disabili motori e l’altro ai disabili cognitivi. “Non sono i problemi delle persone a renderle disabili – ha detto Honsell – ma l’ambiente urbano che non è concepito per le diverse abilità; siccome l’attenzione per questi aspetti è relativamente recente e molti edifici sono ben più vetusti di questa coscienza, ecco che il tema della ristrutturazione in chiave user-friendly diventa essenziale, in particolare delle abitazioni private”.

A rendere più intelligenti e amichevoli i luoghi pubblici, invece, è dedicato il progetto EASYMOB, pensato per accrescere l’autonomia e facilitare l’orientamento delle persone con difficoltà in ambienti complessi, come ad esempio ospedali o università.

La giornata, rivolta a imprese, università e centri di ricerca, si inserisce nell’ambito delle iniziative della Settimana Europea delle PMI 2011 ed è promossa a livello regionale dal progetto FVG-R2B – Ricerca per la Competitività dell’Impresa, con il quale si vuole supportare l’avvio di azioni sistematiche di collaborazione tra Ricerca ed Impresa in Friuli Venezia Giulia (finanziato dalla LR 26/2005 art.21). Friuli Innovazione l’ha realizzata nell’ambito dello sportello APRE Udine (APRE è l’agenzia nazionale per la promozione della ricerca europea).

Fonte: Comunicato stampa Friuli Innovazione

 

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