LA DOMOTICA
La domotica nella mia abitazione.
scritto da Fausto Morigi
In un caldo pomeriggio di maggio 2000 ero in casa da solo a leggere un libro.
Volevo andare in giardino nel gazebo per espormi un po’ al sole.
C’era la porta d’ingresso chiusa.
-“Come faccio ad uscire di casa?”
Sopra la mia abitazione c’è l’appartamento di mio fratello sposato con tre figli.
Provo a telefonargli ma in casa non c’è nessuno.
Telefono ad un amico vicino di casa, il quale dopo cinque minuti è da me.
“Oh! finalmente sono in giardino”.
Non era la prima volta che avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse, da quando sono disabile (tetraplegico). Da 17 anni vivo in una condizione di “dipendenza” pressoché totale: vestirmi, mangiare, lavarmi e....andare in giardino sono operazioni che nella mia condizione comportano un aiuto di altre persone.
Però, quella volta, la riflessione fu profonda.
“Posso diventare più autonomo?” Nella mia mente si è accesa una lampadina.
Avevo letto in una rivista un articolo che parlava di “domotica”.
Il termine domotica deriva dalla contrazione di domus-informatica, cioè informatica applicata all'abitazione.
Nel luglio dell’anno 2000 ho iniziato a ristrutturare la mia abitazione per applicare la domotica.
Oltre ai consueti sofisticati controlli di climatizzazione, sono state automatizzate le porte, le finestre, le tapparelle e il controllo di tutte le luci.
Con un unico telecomando posso controllare tutto l’ambiente ivi compreso tv, satellite, videoregistratore e hi-fi; oppure basta un semplice comando al PC.
I lavori sono terminati dopo 3 mesi e la mia autonomia è aumentata molto.
Certamente senza queste applicazioni non sarei mai stato in grado di raggiungere l’indipendenza e ….la libertà di oggi.
Penso che la domotica installata nelle abitazioni di persone con grave disabilità, sia una cosa davvero utile, anche se in verità, il costo è abbastanza alto e purtroppo non tutti i disabili possono permettersi di eseguire simili interventi nell’abitazione.
La legge regionale Emilia-Romagna 29/97 concede un contributo fino al 50% delle spese sostenute.
In Italia disabilità e autonomia sono termini ancora troppo spesso in contrapposizione.
TECNOLOGIE AVANZATE
“Domotica”, “casa intelligente”, “automazione ambiente”; tutti sinonimi di una stessa scienza che studia particolari sistemi per automatizzare l’abitazione e facilitare di conseguenza l’adempimento di molte azioni che solitamente si svolgono in casa.
Troppo spesso, a seguito di traumi fortemente invalidanti, molte persone si trovano nella condizione di dover dipendere interamente dai familiari o, nei casi meno fortunati, da sconosciuti. Dall’impossibilità di svolgere quelle attività che da sempre hanno costituito la quotidianità di un individuo, deriva quasi sempre una perdita profonda di autostima che rende sempre più lungo e complesso il processo riabilitativo.
Fortunatamente la tecnologia mette oggi a disposizione innumerevoli sistemi per controllare l’ambiente domestico. Molte case produttrici hanno iniziato ormai da qualche anno a produrre elettrodomestici, luci per interni e motori per serrande, controllabili attraverso un piccolo telecomando o programmabili attraverso piccoli cervelli elettronici (quasi dei mini computer) che rendono più facile l’adempimento di molte attività.
Intorno alla metà degli anni ’80 furono presentati i primi sistemi che trasferivano all’impiantistica civile (illuminazione, riscaldamento, climatizzazione, impianti idrici ed elettrici in genere) le nuove tecnologie elettroniche provenienti dall’automazione dei processi industriali. L’obiettivo era quello di meglio soddisfare tre esigenze, tuttora fondamentali, che all’epoca cominciavano a essere sempre più ricorrenti nei progetti: comfort, sicurezza, corretta utilizzazione delle risorse energetiche.
Molte aziende, che solitamente si occupano di dispositivi elettronici standard, hanno da qualche anno rivolto l’attenzione al mondo dell’automazione semplice al fine di soddisfare le esigenze delle persone non autosufficienti come le persone disabili e anziane.
Cesena, 27/09/09
scritto da Fausto Morigi
In un caldo pomeriggio di maggio 2000 ero in casa da solo a leggere un libro.
Volevo andare in giardino nel gazebo per espormi un po’ al sole.
C’era la porta d’ingresso chiusa.
-“Come faccio ad uscire di casa?”
Sopra la mia abitazione c’è l’appartamento di mio fratello sposato con tre figli.
Provo a telefonargli ma in casa non c’è nessuno.
Telefono ad un amico vicino di casa, il quale dopo cinque minuti è da me.
“Oh! finalmente sono in giardino”.
Non era la prima volta che avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse, da quando sono disabile (tetraplegico). Da 17 anni vivo in una condizione di “dipendenza” pressoché totale: vestirmi, mangiare, lavarmi e....andare in giardino sono operazioni che nella mia condizione comportano un aiuto di altre persone.
Però, quella volta, la riflessione fu profonda.
“Posso diventare più autonomo?” Nella mia mente si è accesa una lampadina.
Avevo letto in una rivista un articolo che parlava di “domotica”.
Il termine domotica deriva dalla contrazione di domus-informatica, cioè informatica applicata all'abitazione.
Nel luglio dell’anno 2000 ho iniziato a ristrutturare la mia abitazione per applicare la domotica.
Oltre ai consueti sofisticati controlli di climatizzazione, sono state automatizzate le porte, le finestre, le tapparelle e il controllo di tutte le luci.
Con un unico telecomando posso controllare tutto l’ambiente ivi compreso tv, satellite, videoregistratore e hi-fi; oppure basta un semplice comando al PC.
I lavori sono terminati dopo 3 mesi e la mia autonomia è aumentata molto.
Certamente senza queste applicazioni non sarei mai stato in grado di raggiungere l’indipendenza e ….la libertà di oggi.
Penso che la domotica installata nelle abitazioni di persone con grave disabilità, sia una cosa davvero utile, anche se in verità, il costo è abbastanza alto e purtroppo non tutti i disabili possono permettersi di eseguire simili interventi nell’abitazione.
La legge regionale Emilia-Romagna 29/97 concede un contributo fino al 50% delle spese sostenute.
In Italia disabilità e autonomia sono termini ancora troppo spesso in contrapposizione.
TECNOLOGIE AVANZATE
“Domotica”, “casa intelligente”, “automazione ambiente”; tutti sinonimi di una stessa scienza che studia particolari sistemi per automatizzare l’abitazione e facilitare di conseguenza l’adempimento di molte azioni che solitamente si svolgono in casa.
Troppo spesso, a seguito di traumi fortemente invalidanti, molte persone si trovano nella condizione di dover dipendere interamente dai familiari o, nei casi meno fortunati, da sconosciuti. Dall’impossibilità di svolgere quelle attività che da sempre hanno costituito la quotidianità di un individuo, deriva quasi sempre una perdita profonda di autostima che rende sempre più lungo e complesso il processo riabilitativo.
Fortunatamente la tecnologia mette oggi a disposizione innumerevoli sistemi per controllare l’ambiente domestico. Molte case produttrici hanno iniziato ormai da qualche anno a produrre elettrodomestici, luci per interni e motori per serrande, controllabili attraverso un piccolo telecomando o programmabili attraverso piccoli cervelli elettronici (quasi dei mini computer) che rendono più facile l’adempimento di molte attività.
Intorno alla metà degli anni ’80 furono presentati i primi sistemi che trasferivano all’impiantistica civile (illuminazione, riscaldamento, climatizzazione, impianti idrici ed elettrici in genere) le nuove tecnologie elettroniche provenienti dall’automazione dei processi industriali. L’obiettivo era quello di meglio soddisfare tre esigenze, tuttora fondamentali, che all’epoca cominciavano a essere sempre più ricorrenti nei progetti: comfort, sicurezza, corretta utilizzazione delle risorse energetiche.
Molte aziende, che solitamente si occupano di dispositivi elettronici standard, hanno da qualche anno rivolto l’attenzione al mondo dell’automazione semplice al fine di soddisfare le esigenze delle persone non autosufficienti come le persone disabili e anziane.
Cesena, 27/09/09




