1984 - 2004 Ventanni di esperienza e di amicizia
"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce".
Questa frase a mio avviso significativa e profonda, mi è venuta in mente alla fine della lettura di queste pagine. Dentro queste pagine è racchiusa non solo un'esperienza (o forse avventura) umana e sportiva di alto valore, ma anche tutta l'anima del fi° Giorgio Sozzi, fatta di sensibilità e concretezza, umiltà e profondità, semplicità e professionalità.
Pagine che partono da una ricostruzione storica, dell'esperienza del Judo cremonese a favore di disabili, che non risulta mai fredda e distaccata ma che esprime forza e impegno nei confronti della solidarietà sperimentata nei fatti e non solo enunciata a livello teorico.
I successivi capitoli raccontano, con la stessa capacità e con grande umanità un "metodo d'insegnamento del Judo", sempre perfettibile perchè sempre attento alle singole persone coinvolte nell'esperienza.
A mio avviso però, non si tratta di cogliere solo il valore di un gesto, ma vi è anche un contenuto di valore tecnico notevole, capace di dimostrare come lo sport possa efficacemente contribuire nell'abbat-tere quelle prevenzioni che spesso relegano alcune esperienze più nel campo delle testimonianze episodiche che non dentro una quotidianità possibile. Non si può che auspicare che questo elaborato produca gli effetti di un moltiplicatore di iniziative simili; anche perchè potrebbe essere il segno che lo sport, tutto lo sport è cresciuto e con esso cresce la coscienza civile di tutti.
Ci auguriamo che persone come il M° Sozzi e tutti coloro che hanno reso possibile la stesura di questo libro continuino il loro impegno; noi, tutti noi, dovremo fare quanto ci è possibile per sostenerli.
Chi conosce il M° Giorgio Sozzi sa che il suo autenti amore per il Judo è pari solo a quello che nutre verse giovani a cui, da decenni, si dedica con vera passìor attraverso l'attività del Kodokan di Cremona. Il Judo è una scuola di vita che può insegnare molto ali giovani generazioni: l'amicizia, la sportività, l'autocontroi lo, il desiderio di migliorare se stessi nel confronto con gì altri.
Questo modo di intendere e di vivere il Judo, che ha in Giorgio Sozzi un valido alfiere, è lontanissimo da quelle visioni distorte di questa arte marziale che puntano solo sull'agonismo, sulla forza, sul vincere a tutti i costi. Il Judo di Sozzi, a mio modo di vedere più vicino allo spirito del padre fondatore Jigoro Kano, è una disciplina che può essere praticata con soddisfazione da tutti e a tutte le età. In quest'ottica appare particolarmente meritevole di segnalazione il fatto che, da oltre 10 anni, il Kodokan, in collaborazione con il Centro Socio Educativo di Cremona, dia vita a corsi di Judo per ragazzi dìsabili. Sul tatami del Kodokan anche questi giovani atleti hanno modo di vivere un judo capace di trasmettere energia vitale, di influire positivamente e socialmente utile per la quale l'Amministrazione Comunale esprime tutto il suo plauso, il suo incoraggiamento e la più ampia disponibilità alla collaborazione.
Dott. Prof. Paolo Bodini
Andrea Tolomini




