Il recupero del disagio mentale con lo sport su radio popolare
La Uisp ai microfoni di Radio Popolare. E' accaduto stamane all'interno della trasmissione "La terra è blu" che ha dato parola ad alcuni dei protagonisti del progetto nazionale Uisp "Sportiva...mente, lo sportpertutti per la qualità della vita delle persone nell'area del disagio mentale".
Per raccontare l'esperienza vissuta nel territorio è stata chiamata ai microfoni la Uisp di Sassari. La voce di Emanuela Serra, responsabile Area disagio mentale del comitato provinciale Uisp Sassari ha illustrato scopo e metodologie del progetto, che è stato certificato scientificamente come una buona pratica sportiva e terapeutica insieme.
Dall'escursionismo, al basket al nuoto. Ma è stato con il calcio i ragazzi hanno avuto la possibilità di partecipare ad un vero e proprio campionato nazionale Uisp: Matti per il calcio. La Sardegna ha presentato a Montalto di Castro (Vt), dove si sono svolte le finali, due squadre: "Como che ria" con il centro di salute mentale di Sassari e "Le Aquile" centro di salute mentale di Alghero.
Il merito più grosso che vi accreditate come Uisp. E' stata questa la domanda posta dal giornalista alla Serra: "L'avvicinamento tra sani e malati – risponde – Per noi quando si entra in campo si è tutti uguali, si condividono la passione e i conflitti. Il bello è giocare. Nessuna differenza tra medico e infermiere, tra malato e operatore. L'unica differenza è tra chi passa la palla e chi la tiene per sé".
Ama il calcio Marco Salis, di Sassari anche lui. Ha giocato in una delle due squadre dei dipartimenti, la "Como che ria", appunto. E' sceso in campo giocando in difesa. "Cosa mi è piaciuto di più? Stare tutti dietro ad un pallone, tutti uguali. Per noi utenti che abbiamo diversi problemi nell'affrontare le cose di tutti i giorni unirsi agli altri e condividere le proprie esperienze, ambizioni e sogni è stato importante. Poi, anche giocare senza perseguire il risultato, scendere in campo senza condizionamenti e pressioni, che magari si hanno nella vita di tutti i giorni. La Uisp fa l'opposto delle altre associazioni che promuovono campionati giovanili che stressano. Anche i bambini con la logica del risultato, così come fanno anche i loro genitori. Le donne in squadra possono entare però... non ne abbiamo trovate disponibili all'interno del centro di salute mentale. Il nostro psichiatra? - conclude - Gioca insieme a noi, ormai è compagno di squadra, un amico. Lo conosciamo da anni".
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Fonte. http://uispviterbo.com/




