De Vizzi record mondiale, giù a 62,3 metri il 37enne disabile nelle acque di Gallipoli
Il pugliese migliora il primato del siciliano Florio. Le bombole sono caricare ad aria-ambiente. Sott'acqua i diversamente abili non incontrano barriere. Così Paolo De Vizzi, 37 anni, manduriano, paraplegico dal 2006 per un incidente stradale, ha superato le mille difficoltà che incontra in superficie ottenendo il record del mondo di immersione subacquea con bombole caricate ad aria-ambiente raggiungendo quota meno 62,3 metri.
Il precedente primato apparteneva ad un altro disabile siciliano, Martino Florio, di Acireale, che nel 2006 toccò i 59 metri di profondità. L'impresa del manduriano che è stata seguita dalle telecamere di Telenorba, Linea-Blu e Sky, è stata compiuta ieri mattina nelle acque di Gallipoli a tre miglia dall'isola di Sant'Andrea. In tutto, l'immersione è durata 28 minuti, quattro per la discesa e il resto per la delicata fase dell'emersione. La particolarità della disciplina che non è ancora riconosciuta a livello olimpico, si differenzia con la classica gara di profondità per la miscela di gas contenuta nelle bombole che è uguale a quella che si respira nell'ambiente.
I recordmen tradizionali, invece, impiegano particolari concentrazioni di azoto, ossigeno ed elio che permettono di raggiungere profondità elevate, anche oltre i trecento metri, eliminando i rischi dei gas che si modificano con la pressione facendo aumentare la concentrazione del velenosissimo azoto. «Già a meno trenta metri - ha spiegato De Vizzi prima dell'impresa - l'aria che si respira dalle bombole provoca quella che viene descritta come la sindrome da Martini, una vera e propria ubriacatura prima della narcosi vera e propria, ma sarò prudente».
E così è stato tranne che per un breve periodo, vicino al traguardo, in cui è stato solo sfiorato da una leggera narcosi superata grazie agli allenamenti durati un intero anno. L'atleta messapico, la cui vita è cambiata dal 2006 quando un incidente automobilistico lo ha costretto a vivere molte ore del giorno sulla sedia a rotelle, ha dedicato l'impresa al tema delle disabilità in genere. «Volevo farcela per me stesso e per tutti quelli nelle mie condizioni - ha detto - per superare quelle barriere che la vita ci impone e che ci costringe ad essere diversi, volevo essere di esempio a tutte quelle persone che sono diversamente abili e dire loro che se si vuole si possono raggiungere traguardi impensabili, basta avere testa e forza di volontà».
Durante la lenta risalita, De Vizzi ha sfidato la scienza dei vasi comunicanti stappando sott'acqua una bottiglia di Martini (unico sponsor consistente che gli ha fatto recuperare una parte delle spese) e riuscendo a sorseggiare il frizzante champagne. La prossima impresa sarà tra un anno quando il trentasettenne tenterà una nuova sfida: la permanenza in acqua per dodici ore a dieci metri di profondità.
Fonte: www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it




