Paralimpiadi: il diario dei campioni è online
È online il nuovo blog del Barilla Blu Team: un diario di bordo in cui Alessandro Zanardi, Fabrizio Macchi e Vittorio Podestà racconteranno, passo dopo passo, il loro cammino verso il sogno a cinque cerchi. Ricco di commenti e risultati delle principali competizioni, foto e filmati inediti, il blog sarà soprattutto il luogo dove i tre campioni racconteranno se stessi, le strategie, i metodi di allenamento, le abitudini alimentari, l'approccio alle competizioni, la loro amicizia ed anche il loro approccio alla vita. Prima ancora di essere dei campioni nello sport, infatti, Alex, Fabrizio e Vittorio sono dei campioni di vita con grandi storie e grandi sogni da condividere.
Chi sono questi campioni?
Fabrizio Macchi Prima Vita
La passione per lo sport Fabrizio la coltiva fin da piccolo. Bambino molto esuberante, amava giocare a calcio, praticava la ginnastica artistica ed era un grande appassionato di ciclismo.
La passione per lo sport Fabrizio la coltiva fin da piccolo. Bambino molto esuberante, amava giocare a calcio, praticava la ginnastica artistica ed era un grande appassionato di ciclismo.
All'età di 13 anni, un forte colpo al ginocchio e un dolore acuto e persistente lo portarono a sottoporsi ad una serie di visite mediche e di accertamenti fino alla terribile diagnosi: osteosarcoma al ginocchio sinistro, patologia che a quel tempo aveva un tasso di mortalità che sfiorava il 90%. Fabrizio entra in ospedale il 23 settembre del 1983 e ne uscirà all'inizio del 1987.
Un calvario durato tre anni e mezzo, nel quale si sono susseguiti una serie infinita di interventi chirurgici e di cicli chemioterapici, fino all'amputazione della gamba sinistra e, subito dopo, l' asportazione del lobo inferiore del polmone destro per via di una metastasi. Nel periodo di degenza, Fabrizio ha continuato a studiare e in ospedale ha preso la licenza media.
Un calvario durato tre anni e mezzo, nel quale si sono susseguiti una serie infinita di interventi chirurgici e di cicli chemioterapici, fino all'amputazione della gamba sinistra e, subito dopo, l' asportazione del lobo inferiore del polmone destro per via di una metastasi. Nel periodo di degenza, Fabrizio ha continuato a studiare e in ospedale ha preso la licenza media.
Fabrizio Macchi Seconda Vita
Uscito dall'ospedale e tornato a Varese, pesava poco più di 20kg e il suo unico pensiero era ritornare in forma per riprendersi la vita. Iniziò ad impegnarsi seriamente con l'attività fisioterapica e di riabilitazione, ma soprattutto si buttò nello sport e in tutto ciò che poteva aiutarlo a recuperare le forze, spaziando in diverse discipline con ottimi risultati: dal canottaggio, dove si piazzò 3° ai Mondiali nella prima edizione aperta ai disabili, alla corsa a piedi con stampelle, specialità che lo portò a vincere per ben 3 volte la maratona di New York (1988-89-90) chiudendola con un miglior tempo di 5h50'. Lo sport dove però ha raccolto i maggiori successi è il ciclismo: 26 titoli italiani, il record dell'ora disabili (38 km 574m), un bronzo alle Paralimpiadi di Atene nel 2004 nella gara ad inseguimento su pista, 6 medaglie ai Campionati Europei (3 argento e 3 bronzo) e 10 medaglie ai Mondiali (2 ori 4 argenti e 4 bronzi). Nel palmares di Fabrizio manca solo l'oro olimpico e l'occasione sarà l'Olimpiade di Londra 2012, che rappresenta tra l'altro un traguardo molto importante anche perché Fabrizio sarà l'unico ciclista italiano a partecipare a 4 Olimpiadi consecutive. Nel 2007 ha scritto il libro "Più forte del male – La mia sfida contro ogni limite", un racconto autobiografico della sua lotta contro la malattia e della successiva rinascita umana e sportiva. Da circa 10 anni conduce una rubrica sulle discipline paralimpiche, in onda ogni giovedì sera su Sky Sport 24 in prime time e un blog su Yahoo! Eurosport. Inoltre e' Testimonial dell'AIRC (Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro), del progetto "Un sogno per il Gaslini", della Fondazione Laureus in aiuto dei bambini meno fortunati e sono vicino alla fondazione Livestrong nella lotta contro i tumori
Uscito dall'ospedale e tornato a Varese, pesava poco più di 20kg e il suo unico pensiero era ritornare in forma per riprendersi la vita. Iniziò ad impegnarsi seriamente con l'attività fisioterapica e di riabilitazione, ma soprattutto si buttò nello sport e in tutto ciò che poteva aiutarlo a recuperare le forze, spaziando in diverse discipline con ottimi risultati: dal canottaggio, dove si piazzò 3° ai Mondiali nella prima edizione aperta ai disabili, alla corsa a piedi con stampelle, specialità che lo portò a vincere per ben 3 volte la maratona di New York (1988-89-90) chiudendola con un miglior tempo di 5h50'. Lo sport dove però ha raccolto i maggiori successi è il ciclismo: 26 titoli italiani, il record dell'ora disabili (38 km 574m), un bronzo alle Paralimpiadi di Atene nel 2004 nella gara ad inseguimento su pista, 6 medaglie ai Campionati Europei (3 argento e 3 bronzo) e 10 medaglie ai Mondiali (2 ori 4 argenti e 4 bronzi). Nel palmares di Fabrizio manca solo l'oro olimpico e l'occasione sarà l'Olimpiade di Londra 2012, che rappresenta tra l'altro un traguardo molto importante anche perché Fabrizio sarà l'unico ciclista italiano a partecipare a 4 Olimpiadi consecutive. Nel 2007 ha scritto il libro "Più forte del male – La mia sfida contro ogni limite", un racconto autobiografico della sua lotta contro la malattia e della successiva rinascita umana e sportiva. Da circa 10 anni conduce una rubrica sulle discipline paralimpiche, in onda ogni giovedì sera su Sky Sport 24 in prime time e un blog su Yahoo! Eurosport. Inoltre e' Testimonial dell'AIRC (Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro), del progetto "Un sogno per il Gaslini", della Fondazione Laureus in aiuto dei bambini meno fortunati e sono vicino alla fondazione Livestrong nella lotta contro i tumori
Continua la storia dei campioni........
Fonte: http://www.barillagroup.it/




