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Disabilità, tre atleti ai Giochi di Atene

SPORT. Una delegazione della Polisportiva No Frontiere in Broletto Paola Piatti, Federica Mondini e Alberto Zemello tenteranno l'impresa già realizzata da Sara Preti.


Alberto Zemello, Federica Mondini e Paola Piatti. I tre atleti disabili della Polisportiva Bresciana No Frontiere si sono allenati per un anno intero e ora sono pronti per volare ad Atene. Ad attenderli i Giochi Mondiali Special Olympic del prossimo 25 giugno, e la possibilità di fare incetta di medaglie, proprio come è successo alla collega Sara Preti che lo scorso in Messico ha vinto due medaglie d'oro, nel lancio del giavellotto e nella staffetta 4X100.

Il presidente della Provincia Daniele Molgora e l'assesssore allo Sport, Fabio Mandelli, li hanno ricevuti ieri in Broletto insieme ad una delegazione di atleti della Polisportiva per l'«in bocca al lupo» ufficiale alla presenza del direttore provinciale Special Olympics Valter Braghini e del presidente della Polisportiva Gian Franco Gnani.

I TRE SI CONFRONTERANNO con altri 7500 atleti disabili provenienti da tutto il resto mondo, «ma noi bresciani abbiamo buone possibilità di raggiungere il podio - li incoraggia Gnani -. Se dovessero premiare l'impegno e la tenacia, loro sarebbero i vincitori assoluti». Impegno e tenacia che però non bastano di fronte alle difficoltà economiche del settore. Per lo sport disabile il vero problema «non sono i risultati ma la scarsità di risorse a disposizione - lamenta il direttore Braghini -. Gli sponsor sono sempre meno e gli atleti sono costretti ad autotassarsi se vogliono continuare a gareggiare in modo agonistico».

Polemiche a parte, per Alberto, Federica e Paola partecipare alle Special Olympic di Atene «è già un sogno realizzato», ringraziano i tre. Un sogno che potrebbe colorarsi di oro, argento e bronzo. Alberto Mombello proverà a mettere la palla in buca sul green da golf, Federica Mondini tenterà di superare le avversarie nella gara dei 50 metri piani e nel lancio del vortex mentre Paola Piatti scenderà in vasca per battere tutti, perfino i recond che le hanno valso le medaglie d'oro nei 100 misti, 50 delfino e e 4X50 stile e misto.

«Lo sport è un mezzo molto potente, capace di realizzare sogni e di rafforzare volontà - aggiunge il presidente Molgora -. Ma lo è ancora di più per questi atleti perchè fa crescere in loro l'autostima, li aiuta ad inserirsi in un gruppo, e gli consente di essere autonomi e di staccarsi dalla rete protettiva che la famiglia costruisce intorno per proteggerli».


Elisabetta Bentivoglio



Fonte: www.bresciaoggi.it

 

 

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