Test scolastici invalsi per la reazione alle regole speciali per gli alunni con disabilità
Reazioni di segno opposto alla nota con cui sono state illustrate le modalità di realizzazione dei test Invalsi per gli alunni con disabilità.
Rese noti ieri, esse prevedono che le singole scuole possano decidere se inserire o no i test compilati dai ragazzi con disabilità all'interno della media generale di valutazione: conseguentemente, e anche tenuto conto della tipologia di disabilità, l'alunno può svolgere la stessa prova degli altri compagni alle stesse condizioni oppure una prova personalizzata, con eventualmente l'ausilio del docente di sostegno, ma in un locale differente rispetto a quello dove si svolge la prova per gli altri alunni. Di fronte a queste regole, da un lato c'è chi grida alla discriminazione e al ritorno alle "classi speciali", dall'altro chi giudica quanto mai "equilibrate" e nient'affatto discriminatorie le regole decise per gli studenti disabili.
Fra i primi, rientra il delegato del sindaco di Roma alle politiche sulle disabilità Antonio Guidi: "Siamo di fronte - dice - ad una strisciante ricostruzione delle classi speciali". Guidi critica duramente la previsione che gli alunni con disabilità intellettiva "non possono né devono partecipare ai test di valutazione nazionale, o meglio che per loro la prova è prevista, ma in locali diversi da quelli dei loro compagni di classe, e che i loro test verranno valutati a parte perché il loro handicap abbasserebbe la media nazionale degli studenti". "Non è sopportabile - afferma - una forma così evidente di discriminazione all'interno delle aule scolastiche: come si può pensare - si domanda - di non urtare la sensibilità delle famiglie e degli alunni stessi spostando i ragazzi in un locale differente da quello utilizzato dagli altri allievi, al fine di non disturbare la prova dei normodotati?". Guidi evidenzia come l'integrazione scolastica per un disabile sia troppo importante "per permettere che venga calpestata con queste forme di vera e propria ghettizzazione: forse il ministero dell'Istruzione - conclude Guidi - dimentica che la legge 577/77 impone espressamente alla scuola di integrare i bambini disabili con i bambini normodotati, in virtù dell'articolo 3 della Costituzione italiana sulla eguaglianza di tutti i cittadini".Assai più cauta la reazione di Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish ed esperto di integrazione scolastica delle persone con disabilità. Secondo Nocera si tratta di "una circolare equilibrata, che non porta alla discriminazione". Nocera nota come il testo precisa che l'intento dei test Invalsi è quello di valutare non i singoli alunni ma di giungere ad una valutazione media da confrontare a livello europeo con quella degli altri paesi Ocse. "Altri paesi - appunta Nocera - che non hanno l'integrazione scolastica", e nelle cui classi dunque non figurano alunni con disabilità. Per Nocera il fatto che non c'è personalizzazione del test è cruciale per valutarne la portata, e la divisione degli alunni con disabilità in cinque categorie (a seconda della tipologia di disabilità) va in questa direzione. L'obiettivo è quello di rendere efficiente il test di valutazione e di consentire la massima flessibilità sulla partecipazione del ragazzo disabile. Ecco allora che Nocera giudica positivamente la scelta, affidata alla scuole, di far rientrare o meno la prova del ragazzo nella media collettiva, così come quella di farlo partecipare con tutti gli altri nella stessa aula (ma senza alcuna possibilità di aiuto orale né di personalizzazione della prova) o di "personalizzare" il suo test con l'intervento dell'insegnante di sostegno. Anche se in un'aula separata, la possibilità di una personalizzazione del test è dunque prevista, anche con un allungamento dei tempi di durata dalla prova. "Di critiche da rivolgere al ministero sulle questioni dell'integrazione scolastica ce ne sono molte - conclude Nocera - e generalmente non siamo affatto teneri con l'amministrazione scolastica, ma in questo caso non ravvisiamo alcun elemento di discriminazione nelle decisioni che sono state assunte".




