Vaccini
VACCINO: I RISCHI DELLA LIBERA SCELTA
Mentre cresce l’allarme meningite e aumenta la pressione affinchè nel nuovo piano nazionale dei vaccini sia prevista un’offerta universale e gratuita, per vaccinazioni antipneumococco e meningicocco C, i batteri responsabili della tremenda infezione, la Regione Veneto imbocca la strada della libera sceolta e da gennaio 2008 grazie a una delibera cancella l’obbligo per quattro vaccinazioni: difterite, tetano, polio ed epatite B.
L’iniziativa veneta parte col beneplacito del Ministero della Salute, cui spetta valutare come e se estendere la libera scelta a tutto il paese.

L’obbligatorietà nacque in un contesto storico lontano, in cui lo Stato si sentiva in dovere di decidere sulla salute dei cittadini senza consultarli, con il loro tacito assenso. Quanto è eticamente condivisibile oggi il traguardo della libera scelta? Il pericolo e il rischio rappresentato da una copertura di vaccinazioni scarsa e disomogenea è comunque indubbiamente un punto su cui riflettere, anche e soprattutto per il bene dei bambini che, innocentemente possono venire a contatto con malattie anche mortali la cui resistenza potrebbe adesso venir rafforzata dalla negligenza di questo falso traguardo demagogico della “libera scelta”.
L’abolizione del vincolo, se mancano i requisiti organizzativi, come in molte aree del sud Italia, potrebbe rivelarsi una scelta stupida, prematura e compromettere seriamente i livelli di salute pubblica raggiunti dopo la Seconda Guerra. L’offerta di vaccini in età pediatrica è divenuta sempre più vasta e le pressioni del mercato forti. E mentre si parla di superare l’obbligo, ci sono associazioni di categoria, e le istituzioni gli vanno appresso senza opporre resistenza, che spingono per i vaccini contro la meningite e fanno pressione perché nel prossimo piano 2008 entrino nella lista dei vaccini obbligatori.
Il braccio di ferro passa quindi tra Stato e regioni a chi dovrà sborsare soldi per finanziare eventuali campagne di vaccinazione di massa.
Nina Wallig 
Mentre cresce l’allarme meningite e aumenta la pressione affinchè nel nuovo piano nazionale dei vaccini sia prevista un’offerta universale e gratuita, per vaccinazioni antipneumococco e meningicocco C, i batteri responsabili della tremenda infezione, la Regione Veneto imbocca la strada della libera sceolta e da gennaio 2008 grazie a una delibera cancella l’obbligo per quattro vaccinazioni: difterite, tetano, polio ed epatite B.
L’iniziativa veneta parte col beneplacito del Ministero della Salute, cui spetta valutare come e se estendere la libera scelta a tutto il paese.

L’obbligatorietà nacque in un contesto storico lontano, in cui lo Stato si sentiva in dovere di decidere sulla salute dei cittadini senza consultarli, con il loro tacito assenso. Quanto è eticamente condivisibile oggi il traguardo della libera scelta? Il pericolo e il rischio rappresentato da una copertura di vaccinazioni scarsa e disomogenea è comunque indubbiamente un punto su cui riflettere, anche e soprattutto per il bene dei bambini che, innocentemente possono venire a contatto con malattie anche mortali la cui resistenza potrebbe adesso venir rafforzata dalla negligenza di questo falso traguardo demagogico della “libera scelta”.
L’abolizione del vincolo, se mancano i requisiti organizzativi, come in molte aree del sud Italia, potrebbe rivelarsi una scelta stupida, prematura e compromettere seriamente i livelli di salute pubblica raggiunti dopo la Seconda Guerra. L’offerta di vaccini in età pediatrica è divenuta sempre più vasta e le pressioni del mercato forti. E mentre si parla di superare l’obbligo, ci sono associazioni di categoria, e le istituzioni gli vanno appresso senza opporre resistenza, che spingono per i vaccini contro la meningite e fanno pressione perché nel prossimo piano 2008 entrino nella lista dei vaccini obbligatori.
Il braccio di ferro passa quindi tra Stato e regioni a chi dovrà sborsare soldi per finanziare eventuali campagne di vaccinazione di massa.
Nina Wallig 




