Rimane critica la situazione al Sud per le lesioni midollari
Al sud ancora si muore di questa patologia", a lanciare l'allarme è stato questa mattina Raffaele Goretti, presidente del Faip, durante la presentazione della Giornata nazionale della persona con lesione midollare che si svolge domani domenica 4 aprile. Secondo uno studio condotto dall'Istud , soltanto 3 persone su 10 con lesione vengono ricoverate presso un centro specializzato nelle 24ore successive al trauma e fra queste, la metà sono residenti al Nord. "Per tutti gli altri, c'è il calvario delle liste di attesa che possono durare più di un anno, anche per le persone con lesione midollare stabilizzata che hanno bisogno di controlli post lesione.
Un fattore, questo, che ha profonde ripercussioni, a breve e a lungo termine- denuncia il Faip-. Nel breve periodo, la persona che ha subito la lesione rischia la morte. Nel lungo periodo, il rischio è di complicazioni secondarie e terziarie e ciò, oltre a rappresentare un fatto molto grave sul piano etico, rappresenta anche un costo sociale rilevante, dal momento che le complicazioni incidono sul recupero dell'autonomia della persona con lesione, con ovvie ricadute economiche sul sistema sanitario nazionale".
Anche in alcune strutture specializzate, come a Roma la situazione non è rosea. "Soltanto il 50% dei posti letto sono attivi, mentre tutti gli altri sono vuoti per carenza di personale - sottolinea Claudio Pilati, direttore dell'Usu dell'ospedale Cto -.Molte persone con lesione al midollo spinale sono quindi costrette a emigrare in altre regioni del nord. Mentre al sud la situazione è desolante oltre che pericolosa. La Campania, la Sicilia e la Calabria sono regione dove forte è l'incidenza della patologia, ma non c'è niente". La mancanza di un numero adeguato di Usu determina anche l'impossibilità di far partire subito dopo la fase acuta il progetto individuale di recupero, che dovrebbe poi essere condotto dalle strutture socio-sanitarie/assistenziali del territorio. "Chiederemo alle regioni di prevedere le unità spinali nel piano di ridefinizione della rete ospedaliera - sottolinea Filippo Palombo, direttore generale della programmazione per il ministero della Salute -. Nel nuovo Patto salute ci occuperemo anche della scarsa assistenza, attraverso un asciugamento e una riqualificazione della rete degli ospedali. Vogliamo però anche insistere sul tema della prevenzione primaria, perché molti dei nuovi casi che si registrano ogni anno potrebbero essere evitati".Ci auspichiamo una controtendenza in tutti i sensidi questa situazione possa mutare presto




