LA SOLITUDINE MI UCCIDE POCO A POCO
CERCO FIDANZATA
CASERTA – Fino a qualche anno fa ero una persona «normale», vivevo una vita fatta di tanto sport, amici, lavoro, amore, insomma niente di speciale, ma serena per la gioia di vivere. Poi, un brusco cambiamento mi ha costretto a una vita diversa: oggi, sono costretto alle stampelle, le stesse che mi impedirebbero, di fatto, di crearmi un rapporto con una donna. Una situazione, forse, legata anche all’ambiente in cui vivo (un piccolo centro della provincia di Caserta) tanto da spingermi a fare «outing» e propormi come "fidanzato". Il mio è di fatto, un vero e proprio appello per trovare un’anima gemella che guardi oltre il mio stato di disabile e non si fermi al primo impatto visivo. «Questa mio articolo potrà sembrarvi alquanto strano anche se in realtà, oggigiorno, la stranezza fa parte del quotidiano. Cercherò di non dilungarmi, l’oggetto di questo mio appello è ‘cerco fidanzata’». «Non sono né un maniaco, né un perverso in cerca di squallide avventure, ho 40 anni e sono un eterosessuale diversamente abile. Quando la gente sente questa parola si spaventa. Aggiungiamoci un po' della mia timidezza, ed ecco che si scatena una bomba con reazione a catena». Sono diventato disabile qualche anno fa dopo un episodio ischemico cerebrale che mi causò la cecità all'occhio sinistro, la sordità ad un orecchio e una lieve andatura zoppicante all'arto inferiore sinistro. «Cammino con l'ausilio di una stampella ,sono autosufficiente in tutto e per tutto, sono pienamente in grado di intendere e di volere ma la solitudine è una sensazione orribile; il bisogno di amare e di sentirti amato; il desiderio di coccole e parole affettuose; il bisogno di abbracciare, di prendere per mano una donna; la necessità di esprimere i propri sentimenti. Tutto ciò mi manca e mi distrugge dentro. Vorrei una donna da amare e rispettare per tutta la vita e anche oltre, vorrei creare un rapporto basato su sentimenti veri, vorrei che qualcuno evitasse di vedere la mia disabilità. Sono una persona modesta, umile, vivo di pensione, sono alto 1,80 cm e peso 75 kg, occhi e capelli castani. Vivo nel Casertano, se questa donna speciale esiste, io sono pronto». «La presenza di una persona, rispetto alla tipologia del suo handicap – scrive lo psicologo e psicoterapeuta Roberto Penza, sul sito web della Uildm - porta, nella relazione con gli altri, una molteplicità di timori, imbarazzi e barriere imputabili a una serie di fattori socio-culturali che incidono negativamente sulla costruzione di rapporti personali, tra persone disabili e non, basata su momenti quotidiani vissuti e rappresentati dall'incontro, dall'innamoramento e dall'amore Se tali condizionamenti perdurano nel tempo – conclude - certamente non aiutano le persone con disabilità a sviluppare incontri, sensibilità e relazioni affettive differenti». Rispondo a tutti coloro che intendono contattarmi.




