SONO STUFO DI ME
Morirò. Avverrà e avrò paura, probabilmente; ce lo hanno insegnato, a vivere malamente col pensiero di una fine che porta nel nulla o in un’altra dimensione.
Ora mi piace vivere, ho dentro di me grandi dolori e gioie sconfinate, felicità luminose e cupi angoscianti anfratti. Sento contentezza nel cercare e scoprire cose scovate dalle curiosità che cervello e cuore sollecitano continuamente.
Ma sono stufo di me per la fatica dei gesti quotidiani, infrenati dalle limitazioni fisiche e dagli impedimenti artificialmente costruiti nell’ambiente, da uomini che credono di essere atletici palestrati: eppure non se ne vedono molti, in giro.
Insomma mi sta fatica campare, ma non vi azzardate a staccare la spina: ho la contentezza di “essere”.




