La Tossina Botulinica nelle lesioni midollari
Le lesioni midollari causano paralisi agli arti in modo diverso a seconda del livello e della gravità del danno. nelle lesioni del tratto dorsale risulterà un quadro di paraparesi o paraplegia, mentre nelle lesioni del tratto cervicale esiterà una una tetraparesi o una tetraplegia e si ha anche la perdita di sensibilità agli arti, disturbi urinari, problemi di defecazione, disturbi respiratori e della pressione.
Il trattamento è rivolto al recupero dell'autonomia del paziente ed alla prevenzione di complicanze dovute all'immobilità. Le complicanze sono in relazione con la spasticità dei muscoli e con la scoordinazione della muscolatura viscerale.
La spasticità determina mantenimento di posture fisse degli arti, talvolta dolorose, che ne riducono la mobilità e rendono difficoltose alcune semplici azioni della vita quotidiana quali vestirsi, lavarsi, girarsi nel letto, assumere una posizione corretta sulla carrozzina.
i cloni, scatti muscolari ripetuti di un arto, possono rendere queste aioni ancora più difficoltose. La spazticità rende la riabilitazione difficile.
La tossina botulinica di tipo A e B viene oggi usata nel controllo della spasticità, dei cloni muscolari e dell'ipertono vescicale e dello sfintere anale. La tossina botulinica è una molecola prodotta da un batterio nel corso di processi di fermentazione anaerobica. anche le conserve alimentari possono sviluppare questo batterio che può fermentare fino a livelli mortali.
La produzione della tossina su scala industriale e la preparazione farmacologica ha trasformato il veleno in strumento terapeutico di primaria importanza per il trattamento di spasticità, distonie, vescica neurologica e di alcune patologie disautonomiche
La tossina agisce bloccando la trasmissione dell'impulso nervoso tra nervo e muscolo, a livello della placca neuromuscolare. L'effetto che si manifesta nel corso di alcuni giorni è quello di ridurre l'iperattività delle fibre muscolari, rendendo il muscolo meno rigido. L'inoculazione della tossina viene eseguita in centri specializzati che dispongono di apparecchiature per l'esecuzione dell'elettromiografia per individuare i muscoli in cui il tono è più marcato. Quantità diluite di tossina botulinica vengono iniettate nei muscoli di cui si desidera ridurre l'esagerata contrazione.
Data la transitorietà della molecola, il trattamento viene ripetuto circa ogni 4 mesi. La procedura è molto veloce e tollerata. L'azione della tossina si esplica solo a livello locale e le concentrazioni di farmaco impiegate risultano di molto inferiori a quelle tossiche. La somministrazione si esegue in regime ambulatoriale o di day-hospital.
La metodica più frequentemente utilizzata consiste nell'infiltrazione sotto guida endoscopica del muscolo detrusore il cui rilassamento facilita lo svuotamento vescicale. Anche in campo urologico la tossina botulinica ha trovato un'indicazione che permette di evitare trattamenti maggiormente invasivi ed effetti collaterali ai farmaci ad azione sistemica.
da un'articolo della dottoressa Luisa Antonini
Il trattamento è rivolto al recupero dell'autonomia del paziente ed alla prevenzione di complicanze dovute all'immobilità. Le complicanze sono in relazione con la spasticità dei muscoli e con la scoordinazione della muscolatura viscerale.
La spasticità determina mantenimento di posture fisse degli arti, talvolta dolorose, che ne riducono la mobilità e rendono difficoltose alcune semplici azioni della vita quotidiana quali vestirsi, lavarsi, girarsi nel letto, assumere una posizione corretta sulla carrozzina.
i cloni, scatti muscolari ripetuti di un arto, possono rendere queste aioni ancora più difficoltose. La spazticità rende la riabilitazione difficile.
La tossina botulinica di tipo A e B viene oggi usata nel controllo della spasticità, dei cloni muscolari e dell'ipertono vescicale e dello sfintere anale. La tossina botulinica è una molecola prodotta da un batterio nel corso di processi di fermentazione anaerobica. anche le conserve alimentari possono sviluppare questo batterio che può fermentare fino a livelli mortali.
La produzione della tossina su scala industriale e la preparazione farmacologica ha trasformato il veleno in strumento terapeutico di primaria importanza per il trattamento di spasticità, distonie, vescica neurologica e di alcune patologie disautonomiche
La tossina agisce bloccando la trasmissione dell'impulso nervoso tra nervo e muscolo, a livello della placca neuromuscolare. L'effetto che si manifesta nel corso di alcuni giorni è quello di ridurre l'iperattività delle fibre muscolari, rendendo il muscolo meno rigido. L'inoculazione della tossina viene eseguita in centri specializzati che dispongono di apparecchiature per l'esecuzione dell'elettromiografia per individuare i muscoli in cui il tono è più marcato. Quantità diluite di tossina botulinica vengono iniettate nei muscoli di cui si desidera ridurre l'esagerata contrazione.
Data la transitorietà della molecola, il trattamento viene ripetuto circa ogni 4 mesi. La procedura è molto veloce e tollerata. L'azione della tossina si esplica solo a livello locale e le concentrazioni di farmaco impiegate risultano di molto inferiori a quelle tossiche. La somministrazione si esegue in regime ambulatoriale o di day-hospital.
La metodica più frequentemente utilizzata consiste nell'infiltrazione sotto guida endoscopica del muscolo detrusore il cui rilassamento facilita lo svuotamento vescicale. Anche in campo urologico la tossina botulinica ha trovato un'indicazione che permette di evitare trattamenti maggiormente invasivi ed effetti collaterali ai farmaci ad azione sistemica.
da un'articolo della dottoressa Luisa Antonini




