Dove colpisce la sclerosi multipla
Nuovi importanti risultati sulla sclerosi multipla: grazie a uno studio condotto sui topi e apparso sulla rivista “Journal of Experimental Medicine” si è compreso un meccanismo chiave in base al quale la patologia colpisce il midollo spinale o il cervelletto.
A determinarlo, secondo i ricercatori della School of Medicine dell’Università del Maryland a Baltimore e della Washington University a St. Louis – sarebbe la risposta del cervello a una proteina prodotta dalle cellule T del sistema immunitario.
Nella maggior parte dei soggetti colpiti dalla sclerosi multipla, la patologia colpisce primariamente il midollo osseo e la materia bianca del cervello. In una piccola percentuale di pazienti, invece, si sviluppa una forma atipica, che interessa soprattutto il cervelletto, che controlla la percezione sensoriale e il movimento. Per questi ultimi, la patologia tende progredire più rapidamente, e la prognosi è particolarmente infausta.
La sclerosi multipla - secondo le attuali conoscenze - insorge quando le cellule T del corpo invadono il cervello e scatenano un’infiammazione che danneggia i nervi, in parte secernendo proteine chiamate citochine.
La risposta del cervello a una di queste, l’interferone-g (IFNg), determina quale parte del sistema nervoso venga colpita.
Nei topi in cui manca il recettore per l’IFNg, gli animali soffrono di un’infiammazione al cervelletto e al cervello, ma il midollo spinale viene risparmiato. Quando invece tale recettore viene lasciato intatto, si verifica il contrario.
In che modo esattamente avvenga una simile risposta non è ancora noto, ma gli autori sospettano che l’IFNg possa scatenare una produzione locale di proteine che attraggono le cellule T nel midollo spinale.
fonte: lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Dove_colpisce_la_sclerosi_multipla/1333512
A determinarlo, secondo i ricercatori della School of Medicine dell’Università del Maryland a Baltimore e della Washington University a St. Louis – sarebbe la risposta del cervello a una proteina prodotta dalle cellule T del sistema immunitario.
Nella maggior parte dei soggetti colpiti dalla sclerosi multipla, la patologia colpisce primariamente il midollo osseo e la materia bianca del cervello. In una piccola percentuale di pazienti, invece, si sviluppa una forma atipica, che interessa soprattutto il cervelletto, che controlla la percezione sensoriale e il movimento. Per questi ultimi, la patologia tende progredire più rapidamente, e la prognosi è particolarmente infausta.
La sclerosi multipla - secondo le attuali conoscenze - insorge quando le cellule T del corpo invadono il cervello e scatenano un’infiammazione che danneggia i nervi, in parte secernendo proteine chiamate citochine.
La risposta del cervello a una di queste, l’interferone-g (IFNg), determina quale parte del sistema nervoso venga colpita.
Nei topi in cui manca il recettore per l’IFNg, gli animali soffrono di un’infiammazione al cervelletto e al cervello, ma il midollo spinale viene risparmiato. Quando invece tale recettore viene lasciato intatto, si verifica il contrario.
In che modo esattamente avvenga una simile risposta non è ancora noto, ma gli autori sospettano che l’IFNg possa scatenare una produzione locale di proteine che attraggono le cellule T nel midollo spinale.
fonte: lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Dove_colpisce_la_sclerosi_multipla/1333512




