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Un minuto con ..Dante.

purgatorioVorremmo dedicare a  tutti i nostri politici, questi versetti che sembrano proprio essere stati creati per la loro grande umiltà e forte penitenza che dimostrano, quando si riuniscono per votare tutti, all'aumento di quei loro "poveri" spiccioli mensili, pensando a quei "ricchi" veri disabili così "lautamente" riconosciuti. 

Poco più di un mese fa si sono aumentati il loro "misero" stipendio di circa 1300 €. (Renè)

L'UMILTA' DEL PENITENTE

PG I, 124 ss.


124 ambo le mani in su l'erbetta sparte
125 soavemente 'l mio maestro pose:
126 ond'io, che fui accorto di sua arte,

127 porsi ver' lui le guance lagrimose:
128 ivi mi fece tutto discoverto
129 quel color che l'inferno mi nascose.

130 Venimmo poi in sul lito diserto,
131 che mai non vide navicar sue acque
132 omo, che di tornar sia poscia esperto.

133 Quivi mi cinse sì com'altrui piacque:
134 oh maraviglia! ché qual elli scelse
135 l'umile pianta, cotal si rinacque
136 subitamente là onde l'avelse.

Un'altra caratteristica fondamentale del Purgatorio è il riferimento costante all'umiltà, l'atteggiamento indispensabile per intraprendere la salita sulla montagna, immagine del faticoso percorso di purificazione e di liberazione da ogni tendenza al male e al peccato. L'umiltà è una condizione del cuore e della mente, che richiede una determinazione ed una volontà riconoscibili anche esteriormente, attraverso dei gesti capaci di esprimere le nostre intenzioni profonde.

Numerosi sono i riferimenti a questo tema: già nell'invocazione iniziale alle Muse Dante le prega di non fare la fine delle Pieridi, fanciulle presuntuose che osarono sfidare le Muse nel canto e vennero trasformate in gazze (cfr. Piche misere, v. 11). Catone poi chiede che Virgilio lavi il volto di Dante per eliminare ogni scoria dell'Inferno e lo cinga con un giunco, una pianta flessibile che simboleggia appunto l'umiltà del penitente.

Nel passo che descrive questo vero e proprio rito di purificazione compare anche un'allusione ad Ulisse, l'orgoglioso navigante che aveva osato superare le Colonne d'Ercole per raggiungere con le sole sue forze la montagna del Purgatorio e che venne per questo punito insieme ai compagni. Dante è invece l'umile pellegrino che si dispone, accogliendo la Misericordia e la Grazia divine, ad iniziare il cammino penitenziale.

Enzo Noris

Fonte: www.ecodibergamo.it

 

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