Dizionario della disabilità
Ci sono 259 parole in questo dizionario.D
| Parola | Definizione |
|---|---|
| Dattilologia |
Linguaggio delle dita; mezzo di comunicazione per persone sordomute. Ne esistono vari sistemi; alfabeto delle dita, alfabeto tattile e lo spell system americano (one-hand manual alphabet) con una configurazione per ognuna delle 26 lettere. |
| Day care |
Cure giornaliere; servizi e programmi su base non residenziale che forniscono cura, stimolazione e socializzazione a bambini, anziani, persone con disabilità dello sviluppo e altre persone dipendenti su una base non residenziale. La cura è fornita durante il giorno e i clienti tornano alle loro case la sera. |
| Deambulazione |
Il camminare. Un ritardo della deambulazione spesso turba e desta preoccupazione nei genitori in modo sproporzionato rispetto al suo significato evolutivo. L'equazione preconscia genitoriale di una mobilità eretta ad un anno con l'essere pienamente umano appare più forte con l'associazione fra linguaggio a due anni e intelligenza normale. Molti bambini camminano in modo autonomo fra i dodici e i tredici mesi. Il range del camminare normale è 7-24 mesi. Nelle persone con disturbi motori la deambulazione è classificata in accordo al livello di supporto (stampelle, sedie a rotelle ecc..) necessario e alla distanza che può essere coperta. Un ritardo del camminare è spesso notato nella diplegia cerebrale spastica (paralisi di entrambi i lati del corpo); altri tipi di paralisi cerebrale sono sospettati in seguito a ritardi nel rigirarsi e nello stare seduti. |
| Decibel (dB) |
Un misura quantitativa dell'intensità del suono. In audiologia, l'intensità di un suono è un rapporto che è misurato con un livello di suono di riferimento standard. L'intensità relativa dei suoni è espressa su scala decibel (dB). Il bisbigliare è circa 30 dB, la conversazione normale è compresa tra 50 e 65 dB e un asciugacapelli è 70 dB. |
| Decodifica |
Pronuncia di parole; l'abilità di pronunciare lettere e parole scritte. Il decodificare è distinto dalla comprensione, che implica il capire il materiale letto. |
| Deficit |
Per deficit si intende una assenza, malformazione, insufficienza o anomalia di un organo, di una struttura anatomica, di una funzione mentale, psicologica o fisiologica. Si tratta di un elemento "dato", non modificabile e, per le conoscenze attuali, irreversibile, e da considerare quindi parte della struttura permanente nell'individuo. |
| Deficit Associati |
Eventi neurocomportamentali che non derivano direttamente dalla diagnosi evolutiva primaria, ma che piuttosto indicano un coinvolgimento cerebrale più diffuso e suggeriscono la possibilità di altre diagnosi evolutive. I deficit associati possono essere più disabilitanti della diagnosi primaria, il loro impatto sul funzionamento non è semplicemente additivo e riflettono il continuum sottostante di disabilità dello sviluppo. |
| Deiscenza |
Il disgiungere o l'aprire una ferita chirurgica chiusa. |
| Dermatomero |
L'area cutanea innervata da una singola radice dorsale del nervo per sensazione e risposta motoria. |
| Diagnosi |
La diagnosi è sia un processo che una conseguenza. E' il processo di rilevare e categorizzare segni e sintomi (,medici, emotivi o sociali) presentati da un individuo e formulare una indicazione basata su questa rilevazione. La diagnosi implica anche eliminare altre possibili categorizzazioni e cause così da identificare una specifica condizione patoologica. Il termine diagnosi tende a essere ristretto al processo sviluppato dai medici. Assistenti sociali, psicologi, infermieri ed educatori utilizzano più frequentemente il termine assessment. |
| Disabilità |
Il concetto di disabilità è un termine ombrello(secondo la classificazione ICF) che identifica le difficoltà di funzionamento della persona sia a livello personale che nella partecipazione sociale. |
| Distrofie congenite |
Con il termine di distrofie muscolari congenite (DMC) viene indicato un gruppo di malattie clinicamente eterogenee e relativamente frequenti nella popolazione, che esordiscono abitualmente entro il primo anno di vita e sono trasmesse con carattere autosomico recessivo. Ciò significa che l'alterazione del DNA è presente in entrambi gli elementi di una coppia di cromosomi ed è quindi necessario che vi siano due copie del gene affetto perché la malattia si manifesti. Generalmente entrambi i genitori sono portatori e il rischio di ricorrenza della malattia, per una coppia che abbia già avuto un figlio affetto, è del 25% ad ogni gravidanza. Negli anni più recenti, questo gruppo di malattie è stato via via meglio definito. Se ne stanno infatti individuando continuamente nuove forme e aggiornando la classificazione. |
| Distrofie miotoniche |
Le distrofie miotoniche sono malattie genetiche multisistemiche che colpiscono prevalentemente il muscolo scheletrico e, in varia misura secondo le forme, quello cardiaco (difetti di conduzione, aritmie, cardiomiopatia dilatativa), il corpo vitreo dell'occhio (cataratta), le ghiandole sessuali (atrofia delle gonadi, sterilità), il sistema endocrino (ipotiroidismo, diabete), il muscolo liscio (disturbi gastrici, stitichezza) e il sistema nervoso centrale (ritardo intellettivo, alterazioni comportamentali |
| Disturbo d'ansia |
Termine generico per un gruppo di disturbi caratterizzati da: 1- uno stato interno di ansia estrema e destabilizzante; 2 - un pattern comportamentale di evitamento. Alcuni disturbi d'ansia hanno una natura episodica, come i disturbi di panico, mentre altri sono più cronici, come il disturbo da ansia generalizzata. La persona ceh prova ansia sviluppa una successiva e ricorsiva paura di riprovare lo stato interno in risposta a certi stimoli esterni e una limitazione progressiva delle esperienze di vita dovute al bisogno di evitare quegli stimoli che provocano ansia. |

