3.jpg

Anziani e disabili, addio contributi. “Così aumenteranno del 5% le rette”

PADOVA – E' il «libro rosso della vergogna»: l'assessore regionale Remo Sernagiotto ha desertificato risorse, contributi e finanziamenti nel settore sociale. Lancia l'allarme Claudio Sinigaglia (consigliere regionale Pd), preoccupato del contraccolpo padovano tanto da promuovere martedì sera in piazza De Gasperi un incontro con le associazioni e gli amministratori locali.
«Sulla carta, le risorse del sociale in Regione aumentano da 110 a 111 milioni di euro di quest'anno. In realtà, è una truffa contabile perché la cifra contiene 50 milioni di fondo di rotazione ovvero i prestiti delle banche per le ristrutturazioni. I conti in rosso del sociale sono spaventosi: tagli del 50, 60 fino all'80%, quando addirittura non si azzerano i contributi. Sarà così per l'intero terzo settore, il banco alimentare, le vittime della tratta, i grandi invalidi. Solo all'istituto Configliachi "spariscono" 200 mila euro per la formazione più 220 mila del centro ipovedenti» afferma Sinigaglia.
Anziani e disabili sono le prime «vittime» di questa manovra regionale che mina i servizi sociali. Sinigaglia contabilizza: «Nelle Case di riposo si profila un aumento delle rette fino al 5% perché la Regione non garantisce più la parte assistenziale. A Padova, il Comune integra le rette di 500 anziani per circa 3 milioni destinati a crescere. Nel 2009, l'assegno di cura alle famiglie che tengono in casa anziani non autosufficienti certificati da medico di base, commissione invalidi e Regione comportava 65 milioni. Per Padova 2,2 milioni. Ebbene, per il 2010 le famiglie non hanno ancora visto un cent. Né lo vedranno prima di marzo e, forse, sarà solo un acconto. Intanto nel 2011 la cifra per Padova è scesa a 1,2 milioni».
Va perfino peggio sul fronte disabili: «Ceod, integrazione al lavoro e a scuola, comunità residenziali significano una spesa pro capite di 17-20 euro. Con i drastici tagli della Regione le conferenze dei sindaci calcolano aumenti di 6-9 euro pro capite, cioè per ciascuno dei residenti. Tradotto a Padova significa un milione di euro per mantenere gli stessi servizi» rivela Sinigaglia con l'esperienza da ex assessore agli Interventi sociali.
Quasi ogni riga del bilancio alimenta lo sconcerto. «La prevenzione delle dipendenze scende da 3 a un milione. Non c'è più il contributo alle famiglie per l'eliminazione delle barriere architettoniche (altri 3 milioni). La legge sulla parità scolastica orgoglio di Galan nel 2001 registra contributi alle famiglie con figli nelle scuole private per 5,5 milioni invece di 9. La ricetta Sernagiotto (o è l'anticipo di quella Sacconi?) invece dei servizi sociali produrrà conflittualità».

Solo a Padova 880 assegni di cura

A Padova sono 880 le persone che beneficiano dell'assegno di cura (di cui 185 affetti da Alzheimer). Sono anziani non autosufficienti accuditi a casa grazie al contributo regionale, compreso fra i 200 e i 500 euro al mese.
Nell'ultimo anno però le famiglie padovane non hanno ricevuto nulla, anche se l'assistenza domiciliare rappresenta una più che valida alternativa al ricovero (con costi ben più pesanti per il sistema pubblico). L'Amministrazione di palazzo Moroni (nella foto) monitora con attenzione queste situazioni, insieme ai circa 200 ciechi e sordi che quotidianamente possono contare sul sostegno delle associazioni e del volontariato.
Nel 2009 risultavano ospitati nelle strutture residenziali 2.424 anziani non autosufficienti, mentre altri 2.579 nell'arco dell'anno usufruivano degli stessi servizi nel territorio dell'Usl 16.
In Azienda ospedaliera i ricoveri degli anziani in Lungodegenza sono stati 15 per complessivi 810 giorni; l'Usl 16 ha assicurato 728 ricoveri per 21.914 giornate di degenza con 64 posti letto; i 24 posti letto accreditati nelle strutture private sommano altri 150 ricoveri e 5.196 giornate di degenza.
Per quanto riguarda i disabili, sono circa 800 ad usufruire dei servizi di integrazione scolastica; altri 300 frequentano i Ceod dell'Usl 16; circa 200 sono accolti nelle comunità residenziali.
L'attuale «architettura» del Welfare locale conta anche su volontariato, associazionismo, coop sociali.

Fonte primaria: Mattino di Padova

Fonte: http://www.disablog.it/

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Visualizza il nostro catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

Vai al catalogo

 

Vai al catalogo Vai al catalogo

disabiliabili.net

 

disabiliabili.net disabiliabili.net

disabiliabili.net

 

disabiliabili.net disabiliabili.net

disabiliabili.net

 

disabiliabili.net disabiliabili.net

disabiliabili.net

 

disabiliabili.net disabiliabili.net

disabiliabili.net

 

disabiliabili.net disabiliabili.net

disabiliabili.net

 

disabiliabili.net disabiliabili.net
Utenti online
 52 visitatori online
Find us on Facebook

Web developed by: Z3N.it