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Circolare INPS per i genitori con figli disabili gravi e gravissimi

La prima cosa che voglio fare è dare questa importante informazione: la circolare dell’INPS che potrete leggere cliccando su questo LINK

http://www.inps.it/bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2Fcircolari 2Fcircolare+numero+32+del+06-03-2012.htm

questa importante circolare informa della possibilità di protrarre il congedo parentale dal lavoro alle madri (o ai padri) che hanno la necessità di stare accanto ai figli disabili gravi mantenendo il 30% dello stipendio e il posto di lavoro. Fino a poco tempo fa era riconosciuto per i primi 3 anni di vita del bambino disabile ora questo congedo si può protrarre fino all’8 anno del bambino.

 

Questa preziosa notizia è stata pubblicata sul web da Marina Cometto in un gruppo curato e fondato da lei stessa, Marina è nota mamma coraggio che qualche tempo fa ha provocato l’opinione pubblica e  la classe politica con la restituzione della tessera elettorale, stimolando anche altri disabili e genitori di disabili a farlo. Marina lotta da tempo con tenacia per i diritti dei bambini disabili e delle loro famiglie e nella sua grande generosità distribuisce consigli e notizie sul web: sul blog, sui social network come Face Book e formando nel suo interno un gruppo dedicato alle disabilità gravissime. Marina ha una figlia di 39 anni, Claudia, con la sindrome di Rett, una malattia gravissima che ha impegnato a tempo pieno Marina nella cura amorevole di Claudia, coinvolgendo anche tutta la sua famiglia intera.

A proposito di questa notizia, Marina ha accettato di rispondere a qualche domanda che potrebbe chiarire dei dettagli a quanti ci leggono:

-       Marina ma qual è la data di nascita di questa circolare?

“È  datata marzo 2012 ma il decreto 119 è del luglio 2011, non ci sono moduli nuovi da compilare ma bisogna andare l’ufficio di competenza con il decreto o la circolare e fare una richiesta scritta utilizzando quello già esistente per la richiesta per l’aspettativa dei due anni, correggendolo con la citazione della nuova legge e richiedendo il prolungamento.

Ecco il testo del decreto http://www.dplmodena.it/leggi/119-11%20dlvo%20-%20permessi-congedi.pdf ”.

-       Marina ci spieghi cosa cambia con questo decreto?

prima erano limitati ai 3 anni del bambino disabile e molti genitori non potevano usufruirne perché preferivano accedere all'agevolazione di congedo con stipendio pieno così come previsto dal congedo straordinario retribuito di 2 anni, e perdevano questa opportunità, ora invece con l'allargamento dei limiti d'età agli 8 anni del bambino permettono alle madri di avere dopo aver usufruito dei 2 anni anche di un ulteriore periodo al 30% dello stipendio, permettendo così di posticipare l'eventuale licenziamento a cui molte mamme poi arrivano per poter seguire adeguatamente il figlio. In questo periodo potrebbero cambiare molte cose, il bambino potrebbe migliorare e potrebbe essere inserito nella scuola per più ore, oppure ci potrebbe essere un'assistenza domiciliare migliore, insomma è un modo per poter prendere con più calma la difficile decisione di lasciare il lavoro, che è sempre una decisione sofferta e di questi tempi con i problemi economici anche un piccolo reddito è utile [...] L'inps purtroppo non si è ancora adeguato su tutto il territorio nazionale, ma non sono le mamme a dover pagare per inadempienza dell'Ente” .

-       Marina, tu hai dovuto lasciare il tuo lavoro? Come erano le cose quando è nata tua figlia?

OVVIAMENTE io non ho più potuto andare a lavorare, al tempo, 38-39 anni fa non c'erano i servizio di oggi, ops, di ieri, perché oggi stanno sparendo tutti. Claudia ha iniziato a frequentare la scuola materna, erano i primi tempi di integrazione scolastica, poi abbiamo incontrato ostacoli, poca attenzione e cattiva informazione, e dal 1984 Claudia non frequenta più ne scuola ne Centri” .

 -       Marina, che progressi legislativi ci sono stati e che regressi negli ultimi tempi?
le istituzioni rispondono tempestivamente ?

“le istituzioni emanano leggi che poi non tutti mettono in pratica e noi genitori dobbiamo intraprendere lotte intestine per far valere i diritti dei nostri figli”.

 -       E per quelle mamme che sono libere professioniste?

“Per chi è libero professionista ha forse qualche risorsa economica in più ma meno agevolazioni riconosciute il che è discriminatorio secondo me”.

 -       Grazie Marina

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