Sanità privata, è scontro sugli accreditamenti
La piattaforma della Soresa in tilt. Il Pd: «Siamo nel caos». Caldoro minimizza: «Ci sarà la proroga»
Si è dato fuoco alla miccia nel giorno degli stati generali della sanità in Campania. Con le accuse scagliate a ripetizione all'indirizzo della Regione Campania sui tempi anticipatissimi per raccogliere le istanze degli accreditamenti: appena tre giorni, rispetto alla scadenza del 30 novembre che era stata concordata in precedenza. Vincenzo D'Anna, deputato di Popolo e Territorio, nonché potente presidente di Federlab, il sindacato dei laboratoristi, ha denunciato: «Sordi alle insistenze delle associazioni di categoria che hanno ripetutamente chiesto l'attuazione di procedure chiare e di tempi congrui per la presentazione delle istanze di accreditamento, i commissari alla sanità della Regione Campania hanno adottato apposito decreto indicando, come termine per le procedure, il 31 ottobre 2011.
Unico mezzo per aderire alle procedure — ha sostenuto il deputato — è la piattaforma informatica messa a disposizione dalla Soresa. Ovviamente presa d'assalto dalle migliaia di richieste e del tutto incapace di soddisfarle tutte nei termini temporali previsti dal decreto commissariale. Nelle more — ha poi incalzato D'Anna — la commissione Sanità della Regione aveva già approvato una modifica della legge sulle procedure di accreditamento, fissando al 30 novembre il termine per l'invio dei dati alla piattaforma. Modifica di legge resa necessaria dai rilevati profili di incostituzionalità evidenziati dal governo nonché in contrasto con lo stesso piano di rientro dal debito della Regione Campania. Nel generale marasma operativo che contraddistingue l'operato del commissariato alla Sanità — ha concluso l'esponente di Pt - le strutture sanitarie corrono il rischio di pagare un conto veramente salato».
IL GOVERNATORE AGLI STATI GENERALI - Il governatore Stefano Caldoro, intervenuto nel pomeriggio agli stati generali, ha però minimizzato: «Sulla questione degli accreditamenti delle strutture sanitarie ci sarà una proroga dei termini — ha sottolineato —. Si tratta di questioni tecniche che non devono creare nessun disagio: sicuramente ci sarà una riapertura dei termini. Mi sembra una questione poco rilevante rispetto alle tante che abbiamo». D'altronde, dopo i 550 milioni erogati dalla Regione alle aziende ospedaliere campane e la notizia, non proprio trascurabile, proveniente dalla disastrata Asl Napoli 1, dove la riduzione del deficit tendenziale — registrata dalla rendicontazione dell'ultimo trimestre — è stata del 10 per cento, pari a 30 milioni di euro risparmiati, ritrovarsi con l'ennesimo fronte aperto degli accreditamenti, si rischia un salto all'indietro. Anche il ministro della salute, Ferruccio Fazio, intervenendo con una telefonata agli stati generali della sanità campana, ha confermato che «la situazione resta difficile, ma mi impegnerò per cambiarla attraverso l'adeguamento del riparto del fondo sanitario nazionale secondo nuovi parametri. Devo dire - ha aggiunto Fazio - che c'è un stato un cambio di passo molto importante. Dobbiamo ravvisare che la Campania si sta avviando al completo risanamento».
OLIVIERO: SIAMO NEL BARATRO - Il capogruppo regionale del Psi, Gennaro Oliviero, ha tuttavia accusato: «Con l'ultimo decreto approvato dal presidente commissario Caldoro, la sanità privata campana è nel baratro più totale. Solo confusione e incapacità: è l'ora che Caldoro, assieme all'intera struttura commissariale, rassegni le dimissioni». Peppe Russo, medico e capogruppo regionale del Pd, ha ironizzato: «A luglio del 2011 il presidente Caldoro, con il voto di fiducia, impose un termine perentorio alle domande di accreditamento per il settore della sanità privata. Abbiamo appreso che solo oggi, a tre giorni dalla scadenza, la piattaforma Soresa ''ha attivato la rampa di lancio''. È il caso di ricordare che questa perentorietà si trascina dal 1992, anno in cui fu determinato il passaggio dal regime di convenzione a quello di accreditamento. Siamo quindi abbondantemente nei termini ''canzonatori''».
J'ACCUSE DI RUSSO - «In ogni caso — ha continuato Russo — conviene ricordare alla giunta, ove mai ne avesse smarrito memoria, che ciò riguarda esclusivamente i soggetti convenzionati alla data del 1992 ed in possesso di autorizzazione ai sensi della delibera 7301. Continuare come si sta facendo e cioè, tagliando spediti sul pubblico come nel caso del San Gennaro e dell'Ascalesì per consentire agio ai privati come in quello di Pineta Grande non può essere più consentito. La verità — conclude il capogruppo del Pd — è che la gestione del rientro dal deficit si traduce in un potere monocratico che ha soppresso ogni vitale articolazione di competenze tecniche e politiche». Caldoro stamane riunirà la giunta regionale: all'ordine del giorno il varo della legge per i forestali, la riforma della macchina amministrativa e forse le nomine dei direttori generali delle Asl. Il governatore sta spingendo sull'acceleratore anche per risolvere il nodo dell'Udc, dopo le dimissioni del vicepresidente Giuseppe De Mita. «Io credo — si è limitato a confermare il presidente dell'esecutivo — che siamo in dirittura finale».
Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/salute/2011/29-ottobre-2011/sanita-privata-scontro-accreditamenti-1901984722486.shtml





