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Leggera o superleggera, la carrozzina della discordia

Per aver diritto a una carrozzina super leggera (peso massimo 12 kg) in tutto l’Abruzzo, la persona che ne fa richiesta deve lavorare o essere studente. Questo è quanto avviene non solo nelle altre ASL abruzzesi ma anche in Italia, peccato che a Chieti, l’assoluta necessità di una superleggera, se la persona che la utilizza ha ridotta forza nelle braccia o deve caricarla e scaricarla dall’auto in autonomia…..non avviene nello stesso modo, in quanto l’autorizzazione alla fornitura è negata. Allora non resta che scrivere al Direttore Generale dell’ASL, Assessore alla Sanità spiegando tutta la storia, ai media per far conoscere quanto la sanità risparmi sulla pelle dei nostri figli, in ultimo a un avvocato, per cercare di far capire che quell’ausilio non è un capriccio ma una necessità.

Per la scelta dell’ausilio richiesto alla fine dell’anno 2008, l’ortopedico prescrittore probabilmente si è basato oltre che sulle indicazioni fornite dalla famiglia, dall’istituto di riabilitazione, anche dall’esame obiettivo nel corso della visita medica, senza trascurare il programma d’inserimento sociale che deve dare alla persona la possibilità di realizzare le sue aspirazioni.

E’ giusto quindi valutare le esigenze di vita quotidiana del soggetto in considerazione, le sue motivazioni e le sue necessità; se sia più opportuno adattare l’ambiente alla persona disabile o dotarla di strumenti per adattarsi all’ambiente.

Altrove, si ritiene che l’ausilio appropriato sia quello capace di migliorare la qualità di vita di una persona disabile, la quale deve essere in grado di gestirlo a seconda dell’attività che si propone. In altre parole bisogna porsi un obiettivo di autonomia e individuare rispetto a questo delle soluzioni che consentano a una persona con precise menomazioni e disabilità di realizzare determinate azioni in uno specifico ambiente.

La disabilità non è definita come “una limitazione o perdita della capacità di compiere un’attività nel modo considerato normale per un essere umano”.

Da qui il concetto che la scelta degli ausili deve sottostare al principio della CONTESTUALITA’, che riguarda l’ambiente (il contesto, appunto) nel quale quella data attività deve essere svolta, e quindi la soluzione scelta deve essere compatibile con quell’ambiente.

Nel caso di Martina, i problemi sono stati individuati dai genitori, i quali si fanno carico della sua assistenza, quindi l’informazione e l’orientamento sono stati forniti a loro con l’intento di individuare degli ausili che possano alleviare l’onere dell’assistenza e che mettano Martina nelle condizioni migliori di svolgere le attività con minimo dispendio di energia, in poco tempo, ed in ogni caso con il desiderio di metterla nelle condizioni opportune perché si integri a pieno nella società. E’ chiaro che, Martina possa apprezzare la conquista di una maggiore autonomia in carrozzina, rimanendo in ogni caso dipendente da un’assistente per quanto riguarda la maggior parte della vita quotidiana. I trasferimenti da casa a scuola e viceversa, dall’abitazione al centro di riabilitazione e viceversa, ed ogni altro tipo di spostamento verso l’esterno può essere reso meno faticoso e comunque sicuro con l’adozione dell’ausilio per la mobilità del tipo richiesto in oggetto, che potrebbe consentire alla ragazza di sfruttare le sue potenzialità residue anziché farle rimanere finalizzate e assolutamente non funzionali, con prevedibile miglioramento anche della partecipazione all’ambiente.

Contrariamente prendendo in considerazione la carrozzina che la responsabile del servizio riabilitazione intende fornire, si scoraggia la possibilità di Martina di interagire con gli altri e di muoversi, quindi spingerebbe la ragazza a restare a casa, poiché l’ausilio in questione renderebbe la mobilità poco autonoma, sempre dipendente dalla volontà o dalla disponibilità di una seconda persona che dovrebbe spingere per lei.

Infine occorre considerare il problema del caricamento in automobile del dispositivo, il quale a causa del maggiore peso e ingombro, sarebbe particolarmente oneroso in termini di forza fisica e di spazio.

Fernando Moscara

fonte: www.disablog.it/2009/11/20/leggera-o-superleggera-la-carrozzina-della-discordia/
 

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