Consiglio di Stato – Isee illecito – depositato il pronunciamento.

Articolo scritto il 01 marzo 2016 da Martina Zardini Commenti

Buongiorno, se non si inventano qualcosa di strano, questa è una buona giornata!!!

È giusto esultare perché la Costituzione parla chiaro e da indicazioni precise sulle indennità risarcitorie, sulle pensioni sociali, e sulle indennità di accompagnamento, che non possono essere computate come reddito.

Il Tar si era già pronunciato a favore del ricorso di molti invalidi, famigliari di disabili gravi che si erano visti computare le indennità come un reddito sull’Isee. Il Governo era ricorso al Consiglio di Stato che il 3 dicembre 2015 gli aveva dato torto, ma oggi 29 febbraio 2016,è stato depositato il pronunciamento e quindi la dichiarazione sfavorevole al ricorso del Governo da parte del Consiglio di Stato è sancita, e dice: L'idennità e le altre forme, servono a compensare un’oggettiva ed ontologica (cioè indipendente da ogni eventuale o ulteriore prestazione assistenziale attiva) situazione d’inabilità. Non di certo all'accumulo di un patrimonio personale. (leggi qui)

Esultiamo e auspichiamo che prima di subito si possa riportare tutto alla normalizzazione e che le persone defraudate dei loro diritti possano rivedere giustizia. Una bruttissima e triste pagina di storia della Repubblica è stata stralciata. Il pronunciamento ha una valenza retroattiva, così dice Maria Simona Bellini Palombini, tra i capofila dei ricorrenti e presidente del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi: "Per quanto riguarda la retroattività, posso confermare che la sentenza è valida fin dal Febbraio 2015, in quanto il Consiglio di Stato non ha concesso la sospensiva sulla prima Sentenza del TAR, quindi ora fioccheranno le richieste di risarcimento dei danni subiti, come è giusto che sia". Perchè l’elusione di queste sentenze e l’attesa del pronunciamento del Cosiglio di Stato ha provocato disparità macroscopiche. Persone che hanno visto lievitare il loro Isee ed erodersi diritti su diritti, importanti per la propria dignità e sopravvivenza.

È la verità, capita rare volte, ma Davide sconfigge ancora Golia. E qui vorrei fare una nota personale, da cristiana impegnata quale sono. Ho la forte convinzione che dietro le mozioni giuste, in cui è evidente lo spogliamento della dignità ed è palese l’ingiustizia, esista la mano di Dio che provvede la liberazione e l’adempimento della giustizia. Così come successe per il giovane Davide che atterrò Golia con una pietra di fiume sulla fronte.  È vero, molti non potranno godere di questa soddisfazione perchè sono, nel frattempo, deceduti. Ma anche di questa ingiustizia qualcuno dovrà rispondere, se non qui sicuramente lassù, al cospetto di Dio.

Così si esprime il Ministro Poletti nell'apprendere del pronunciamento del Consiglio di Stato: "Come Governo non possiamo che prendere atto della sentenza appena depositata dal Consiglio di Stato e provvederemo ad agire in coerenza con questa decisione". (Fonte Qui)

Un grazie particolare a tutti i ricorrenti il TAR che hanno speso tempo e denaro per portare avanti un ricorso di cui godremo tutti. Di due di loro, per tutti, pubblico le dichiarazioni perché è giusto esultare insieme.

Buona Lettura!!

Martina Zardini

Di Maria Simona Bellini Palombini (leggi qui)

Ce l'abbiamo fatta!

Il nuovo ISEE è illecito in due parti fondamentali e - ATTENZIONE - non è illecito l'articolo 5 del Decreto che lo ha istituito come affermavano le Associazioni conniventi col Governo ed alcuni Parlamentari impreparati e pronti a farsi imboccare tutto proprio da quelle Associazioni ma, esattamente COME DICEVAMO NOI, nei suoi Decreti Attuativi!

Annullata la parte che pretendeva di includere nella ricchezza delle famiglie le indennità risarcitorie e di accompagnamento delle persone con disabilità.

Ma non solo! Nella sentenza è stata annullata la discriminazione relativa alle franchigie da applicarsi a persone maggiorenni e minorenni MA LE FRANCHIGIE RESTANO!!!

Finalmente anche persone che hanno piccole pensioni contributive o di reversibilità avranno diritto ad un ISEE giusto che non li escluderà da quei diritti costituzionali ribaditi più volte dalla storica Sentenza del Consiglio di Stato. E forti di questa vittoria di pochi - hanno partecipato ai ricorsi solo qualche centinaio di persone mentre avremmo dovuto essere migliaia! - vi invitiamo ancora una volta a non farvi interpretare nulla da nessuno, soprattutto da chi si erge a grande esperto senza averne alcun titolo se non la forza che gli date voi prestando loro ascolto!

ED ORA SI PREPARASSERO ALLA PROSSIMA SBERLA CHE GLI ARRIVERA' DALL'ONU!

Ricordatelo sempre l'unica forza vera siamo noi, coloro che non prendono e non maneggiano un euro di soldi pubblici e che i diritti li pretendono, non li pietiscono!!!

Voglio ringraziare con tutto il cuore i Soci del Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, dalle cui fila provengono la maggior parte dei ricorrenti contro il nuovo ISEE, per aver creduto insieme a noi che Davide potesse vincere contro Golia.

E adesso avanti tutta con le prossime battaglie...

Nuovo Isee, le famiglie vincono il ricorso: l'indennità non è reddito

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso presentato dal Governo contro le sentenze del Tar: “Indennità di accompagnamento e tutte le forme risarcitorie non servono a remunerare, ma a a compensare inabilità”: quindi non possono essere conteggiate come reddito. Bonanno: “Davide ha vinto contro Golia”

Sul nuovo Isee, il Consiglio di Stato ha dato ragione alle famiglie con disabilità, respingendo nuovamente l'appello presentato dal Governo. Il ricorso contro il nuovo Isee, insomma, è ufficialmente e completamente vinto: e l'appello presentato al Consiglio di Stato dal governo è stato respinto. “Deve il Collegio condividere l’affermazione degli appellanti incidentali quando dicono che 'ricomprendere tra i redditi i trattamenti indennitari percepiti dai disabili significa allora considerare la disabilità alla stregua di una fonte di reddito - come se fosse un lavoro o un patrimonio - ed i trattamenti erogati dalle pubbliche amministrazioni, non un sostegno al disabile, ma una 'remunerazione' del suo stato di invalidità oltremodo irragionevole, oltre che in contrasto con l'art. 3 della Costituzione”.

Il Consiglio di Stato conferma quindi quanto già sentenziato dal Tar del Lazio, il quale aveva respinto “una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme, anche se esenti da imposizione fiscale”: in sintesi, le provvidenze economiche previste per la disabilità non possono e non devono essere conteggiate come reddito. E argomenta così il Consiglio di Stato, in merito alla questione di indennità e reddito: “Non è allora chi non veda che l’indennità di accompagnamento e tutte le forme risarcitorie servono non a remunerare alcunché, né certo all’accumulo del patrimonio personale, bensì a compensare un’oggettiva ed ontologica (cioè indipendente da ogni eventuale o ulteriore prestazione assistenziale attiva) situazione d’inabilità che provoca in sé e per sé disagi e diminuzione di capacità reddituale.

Tali indennità o il risarcimento sono accordati a chi si trova già così com’è in uno svantaggio, al fine di pervenire in una posizione uguale rispetto a chi non soffre di quest’ultimo ed a ristabilire una parità morale e competitiva. Essi non determinano infatti una 'migliore' situazione economica del disabile rispetto al non disabile, al più mirando a colmare tal situazione di svantaggio subita da chi richiede la prestazione assistenziale, prima o anche in assenza di essa”. Esultano i ricorrenti, che proprio pochi minuti fa hanno ricevuto da notizia dall'avvocato che li ha rappresentati, Federico Sorrentino. “Ero sicura che il Consiglio di Stato ci avrebbe dato ragione!

Questa è la prova che in Italia la giustizia ancora esiste, a dispetto di quanto vogliono farci credere – commenta emozionata Chiara Bonanno, una delle promotrici del ricorso - È una sentenza storica, perché nata dalla volontà di tante persone e famiglie vessate da una legge iniqua e ingiusta e da un governo che si è mostrato persecutorio nei nostri confronti. La prima sentenza del Tar – ricorda Bonanno – era infatti immediatamente esecutiva. ma per due anni il governo ha continuato ad applicare un Isee palesemente ingiusto, che ha creato ingiustizie, gravi danni e perfino morti. Perché chiedere a famiglie allo stremo di compartecipare alle spese dell'assistenza significa colpire con forza chi forza non ha. Chi ha fatto questa legge ha creato gravi danni economici, ma sopratutto alla dignità di queste persone. Davide ha vinto contro Golia: tante persone debolissime si sono letteralmente trascinate dal notaio, per firmare il mandato all'avvocato. E' stato faticosissimo fare tutto questo: ma abbiamo vinto. I deboli hanno sconfitto il potere. E oggi festeggiamo”. (cl)

Fonte: http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/501969/Nuovo-Isee-le-famiglie-vincono-il-ricorso-l-indennita-non-e-reddito