Kamasabile

Articolo scritto il 05 ottobre 2007 da Roberto Poppi Commenti

"Accesso al sesso. Il kamasabile", il nuovo libro di Bruno Tescari

Ventitré interviste in una pubblicazione che dà la parola ai diretti interessati, che parlano di sessualità e disabilità al di là di stereotipi, tabù e perbenismi

ROMA - Bruno Tescari ha raccolto nel suo ultimo libro le esperienze dirette di alcuni disabili fisici e dei genitori di alcuni disabili psichici, offrendo uno spaccato piuttosto composito di come viene vissuta la sessualità.
Per molteplici ragioni, per lo più legate a tabù di ordine morale e culturale, la sessualità dei disabili è un argomento di cui difficilmente si parla senza incorrere in atteggiamenti perbenisti o implicitamente ghettizzanti.
Partendo da questo presupposto, Bruno Tescari, presidente della Lega Arcobaleno e vicepresidente della Fish (Federazione italiana superamento handicap) ha scritto "Accesso al sesso- il kamasabile" (con prefazioni di Tiziana Biolghini, delegata alle Politiche sull'handicap della Provincia di Roma e di Marcello Tomassetti, presidente della Uildm Lazio). Il volume affronta il tema riportando 23 interviste a disabili accompagnate da altrettante illustrazioni a cura di Anna Benedetti.
Se ne parla prescindendo da falsi pudori o pregiudizi, ma semplicemente con l'intento di riportare una serie di testimonianze, in alternativa ai discorsi meramente accademici, i quali risultano piuttosto distanti da come viene vissuta realmente la sfera della sessualità da tutti, disabili compresi.
Un libro che vuole passare la parola ai diretti interessati, dando loro la possibilità di raccontarsi e di raccontare come fanno sesso e quali difficoltà incontrano nel farlo. L'intenzione dell'autore, così come dichiarato nell'introduzione, è quella di superare la erronea percezione per cui i disabili vivono una sessualità diversa da quella degli altri.

Il denominatore comune, che emerge nella maggioranza delle testimonianze, riguarda il disagio nell'approccio iniziale con il/la partner dovuto alle oggettive difficoltà di movimento e gestione del corpo. Un altro aspetto, che risulta condiviso da molti intervistati, si riferisce alla maggiore sicurezza che essi acquistano nel caso di relazioni stabili. Questo avviene perché, in linea generale, il tempo aiuta al raggiungimento di una sintonia e di un affiatamento con il partner, tali da superare i limiti legati al fatto di non poter fare determinati movimenti o alla scarsa sensibilità di alcune parti del corpo.

Molti dei disabili intervistati raccontano che le loro prime esperienze sono state caratterizzate da un certo imbarazzo e dalla paura di non essere all'altezza. Soprattutto per gli uomini con disabilità si tratta di dover superare il retaggio culturale secondo cui è il maschio a dover condurre "la danza sessuale"; tuttavia, una volta vinto questo limite di tipo mentale, si ottiene sicuramente una migliore cognizione di sé e di come raggiungere il piacere.

Per quanto concerne il caso delle persone con disabilità psichica il discorso è più complicato, in quanto si presenta un ostacolo in più rappresentato dalle difficoltà che molti genitori hanno nel venire incontro alle naturali esigenze sessuali dei figli. Spesso avviene che è proprio la famiglia a trasmettere una cultura di rifiuto del sesso, un'immagine negativa che inevitabilmente influisce nei rapporti e nelle relazioni intime dei disabili.
<fonte Raffaella Sirena www.superabile.it >